Nigeria nord-orientale: 10 anni di conflitto e sfollamenti -3-

Red/Orm

Roma, 14 ago. (askanews) - "Da quando siamo arrivati in questo campo otto mesi fa, non abbiamo avuto nemmeno una latrina da poter usare. Defechiamo tutti all'aperto, in un'area qui vicino" racconta Lami Mustapha, una donna di 40 anni che vive con i suoi otto figli in un campo informale a Maiduguri, la capitale dello stato di Borno. Rabi Musa, una madre di 50 anni con 10 figli, ha raccontato agli operatori di MSF di come la vita nei campi informali non sia affatto facile. "Dobbiamo tutti chiedere l'elemosina, compresi i miei figli, o svolgere lavori molto umili per sopravvivere. Non c'è nessuna forma di assistenza per noi".

"Negli ultimi sei anni sono stata costretta a spostarmi tre volte. Le prime due volte sono fuggita da violenti attacchi, la terza per le difficili condizioni di vita" racconta Yakura Kolo, una donna di 30 anni che vive in un campo sfollati con i suoi cinque bambini.

A Maiduguri, l'afflusso di sfollati da tutta la regione ha raddoppiato il numero degli abitanti, da uno a due milioni di persone. Nonostante l'alta concentrazione di organizzazioni umanitarie e aiuti in quest'area, i bisogni sono enormi e i servizi medici non hanno sufficienti risorse.

MSF gestisce il più importante programma di nutrizione terapeutica nel distretto di Fori a Maiduguri, dove si prende cura di bambini gravemente malnutriti con complicazioni mediche. Qui vengono ammessi fino a 300 bambini ogni mese. A maggio e giugno 2019, MSF ha visto un aumento di pazienti malnutriti perché le persone non hanno abbastanza cibo per coprire il periodo tra un raccolto e l'altro. Alcuni di loro non sono riusciti a essere ricoverati perché il centro nutrizionale era pieno. Nel distretto di Gwange, MSF gestisce un ospedale pediatrico per gli abitanti di Maiduguri e le persone sfollate, con un'unità di terapia intensiva che può anche rispondere a epidemie di malattie infettive. Nel 2019, più di 3000 bambini col morbillo sono stati ricoverati e curati all'ospedale di Gwange.

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