Nistri: "Dodici carabinieri morti di Covid ma l'Arma ha servito la gente"

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AGI - Il Covid non ha frenato la presentazione dello storico calendario dell'Arma dei carabinieri che, nato nel 1928, ha subito uno stop solo tra il 1945 e il 1949 per il secondo conflitto mondiale. Oggi è stato il comandante generale dell'Arma, Giovanni Nistri, a illustrare on line l'edizione 2021 assieme all'Agenda.

A presentare il prodotto editoriale c'erano anche coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione: il professor Aldo Onorati e lo scrittore Valerio Massimo Manfredi, con il giornalista Aldo Cazzullo a tenere le fila del racconto, che celebra uno dei massimi simboli italiani, Dante Alighieri, di cui ricorre il settecentenario della scomparsa. Un maresciallo, Donato Alighieri, emblema del buon carabiniere, toscano come il Sommo Poeta, è il filo conduttore trasversale fra i dodici racconti, uno per ogni mese.

Il maresciallo, colto fino al punto di conoscere a memoria l'intero Poema, narra di vicende verosimilmente accadute nel suo percorso di carriera e nelle diverse esperienze operative maturate, percependo le parole di Dante come fonte insostituibile d'ispirazione per coraggio, inventiva e generosità.

Ma l'occasione è servita a Nistri per spiegare come l'Arma ha saputo fronteggiare l'attuale emergenza sanitaria. "Dall'inizio della pandemia - ha detto il generale - abbiamo avuto oltre 3mila e 200 contagiati, al momento sono oltre 1000 i contagiati attuali di cui 61 ricoverati. Abbiamo avuto, in totale, 12 deceduti (10 nella prima ondata e 2 in questa). Abbraccio le famiglie di chi non c'è più e quelle di chi sta combattendo”.

“All'inizio mancava tutto. Avevamo difficoltà organizzative, ma nessuno su è tirato indietro. Non avevamo a disposizione i dispositivi di protezione individuale, ma i miei uomini non si sono arresi. L'Arma non chiude, perché lo Stato non può chiudere. Abbiamo avuto una media di 35mila uomini solo ed esclusivamente impiegati per il Covid-19. I miei militari, di cui ho il privilegio di essere il comandante generale, hanno fatto di tutto. Hanno accolto le persone, portato bombole di ossigeno e medicinali, hanno controllato i luoghi di lavoro. Hanno lavorato negli ospedali. Insomma, hanno fornito l'essenza stessa della parola ‘servizio'. Il nostro servizio è essere vicino alla popolazione e i miei militari hanno continuato, anche in questo periodo così lungo, continuano a essere sulle strade. Gli dico sempre ‘non sentitevi solo un numero'”, ha concluso Nistri.