No a Salvini, sì alla stabilità. Bruxelles preoccupata per i numeri di Conte

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
·2 minuto per la lettura
BRUSSELS, BELGIUM - MARCH 2, 2020: President of the European Commission Ursula von der Leyen (L), EU Commissioner for Crisis Management Janez Lenarcic (C) and the EU Commissioner for Economy Paolo Gentiloni (R) are talking in the EU Emergency Response Coordination Centre in regard of the coronavirus crisis on March 2, 2020, in Brussels, Belgium. A coronavirus is one of a number of viruses that cause diseases in mammals and birds. In humans, the viruses cause respiratory infections, including the common cold, which are typically mild, though rarer forms such as SARS, MERS and 2019-nCoV (the cause of the 201920 Wuhan coronavirus outbreak) can be lethal. (Photo by Thierry Monasse/Getty Images) (Photo: Thierry Monasse via Getty Images)
BRUSSELS, BELGIUM - MARCH 2, 2020: President of the European Commission Ursula von der Leyen (L), EU Commissioner for Crisis Management Janez Lenarcic (C) and the EU Commissioner for Economy Paolo Gentiloni (R) are talking in the EU Emergency Response Coordination Centre in regard of the coronavirus crisis on March 2, 2020, in Brussels, Belgium. A coronavirus is one of a number of viruses that cause diseases in mammals and birds. In humans, the viruses cause respiratory infections, including the common cold, which are typically mild, though rarer forms such as SARS, MERS and 2019-nCoV (the cause of the 201920 Wuhan coronavirus outbreak) can be lethal. (Photo by Thierry Monasse/Getty Images) (Photo: Thierry Monasse via Getty Images)

Stabilità, riforme, no ad un ritorno di Matteo Salvini al governo, il tutto condito dalla preoccupazione per i numeri del governo Conte in aula. La videoconferenza dell’Eurogruppo oggi è servita anche per puntare i riflettori europei sulla situazione politica italiana.

Il presidente Paschal Donohoe ne chiede conto al ministro Roberto Gualtieri, il quale ha degli scambi sul tema anche con il Commissario Ue Paolo Gentiloni e con altri ministri dell’Economia europei. Ne esce un quadro di sostegno al governo che però sembra assumere le fattezze scaramantiche di dita incrociate affinché il Parlamento italiano riesca a trovare basi numeriche solide per assicurare la riuscita del recovery plan. A Bruxelles interessano i numeri, la stabilità: di fronte a questo, viene spiegato da fonti informate, chi sta a Palazzo Chigi è un problema minore. Giuseppe Conte, se ancora sarà in carica, avrà modo di testare personalmente la temperatura europea giovedì, nella videoconferenza con gli altri leader Ue sull’emergenza covid. Finora tutti sono stati molto freddi, almeno pubblicamente, nessun attestato di solidarietà.

Per giunta, insieme agli altri piani nazionali, anche la bozza italiana finisce oggi sotto la lente dei ministri finanziari dell’eurozona. E il giudizio è al minimo ancora sospeso, per non dire negativo: sulla bozza c’è molto da fare.

La Commissione europea chiede dettagli, riforme, progetti che disegnino l’Italia del futuro, rinnovata, ammodernata, capace di mettere mano a infrastrutture carenti, di trasformare la propria economia in economia sostenibile, ben lanciata sul piano del digitale. “Il piano italiano - dice Gentiloni - converge sui target” indicati dall’Ue, “ma, come altri piani, la bozza italiana deve essere discussa e rafforzata dal punto di vista delle riforme, in linea con le raccomandazioni della Commissione per og...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.