"No" del patriarca Bartolomeo a sinassi sulla questione ucraina

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Città del Vaticano, 11 gen. (askanews) - "Che tipo di unità vuole servire la vostra iniziativa se è assente dalla sinassi da voi proposta il primo, secondo l'ordine canonico, dei primati ortodossi? E che senso avrebbe una sinassi dei primati durante la quale non sarebbe possibile la celebrazione comune della divina liturgia perché uno fra loro ha rotto la comunione eucaristica con alcuni di essi?". E ancora, "ci si può domandare quale risultato positivo potrebbe avere un incontro di primati, fosse anche informale, senza alcuna preparazione". E' categorico il "no" del patriarca ecumenico Bartolomeo all'invito del patriarca di Gerusalemme, Teofilo III, a partecipare a un vertice in Giordania "con lo scopo di salvaguardare l'unità eucaristica fra le Chiese ortodosse". Unità messa in pericolo dalle divisioni createsi dopo il riconoscimento, concesso da parte di Costantinopoli e contestato dal patriarcato di Mosca e di tutte le Russie, della Chiesa ucraina guidata dal metropolita Epifanio. In una lettera datata 26 dicembre, pubblicata il 9 gennaio in francese dal sito Orthodoxie.com e ora tradotta dall'Osservatore Romano, Bartolomeo esprime tutte le sue perplessità su questa convocazione. Si dice "sorpreso", per non dire "stupito", ricordando a Teofilo la preminenza del Fanar in seno al mondo ortodosso: "Comprendiamo con difficoltà" tale iniziativa "senza precedenti nella storia della Chiesa ortodossa", poiché "le sinassi panortodosse dei primati sono sempre convocate dal patriarca ecumenico, e da lui presiedute". Senza preparazione, fra l'altro, l'incontro sarebbe destinato a fallire, anzi nuocerebbe alla ricercata unità. Mette poi in guardia dal rischio che la Chiesa ortodossa cada "in una situazione di federazione o, peggio ancora, di confederazione di Chiese". Ed esorta a indirizzare al patriarcato di Mosca ("e non alle altre Chiese") i tentativi di ristabilire la comunione eucaristica.