No-sem: il post che prende in giro chi nega l'emergenza

·2 minuto per la lettura
Post no-sem
Post no-sem

Le argomentazioni dei no-mask e dei negazionisti del coronavirus, convinti che l’emergenza sanitaria non sia tale e che la mascherina sia dannosa per l’organismo, sono terreno fertile per l’ironia del popolo della rete. Lo dimostra il post, diventato virale, di un utente che si proclama ironicamente no-sem, vale a dire contrario all’esistenza dei semafori. Richiamando tutte le tesi dei negazionisti, dalla volontà di limitare le libertà di movimento, agli studi scientifici che mostrano quanto sia dannoso lo strumento fino all’imposizione dall’alto e all’indottrinamento da parte del sistema, l’autore vuole mostrare la discutibilità delle tesi di chi, pur vivendo in un momento critico, riesce a negare l’evidenza.

Il post ironico di un no-sem

Qui il post integrale sopracitato:

IO HO DECISO, NON MI FERMO AI SEMAFORI! Io sono un NO-SEM. Cioè, se tu vuoi fermarti ai semafori, liberissimo, mica te lo proibisco. Ma io no. Il semaforo limita la mia libertà di movimento e la mia libertà di scelta individuale. Cose previste dalla Costituzione e dal trattato di Schengen, libertà di circolazione, avete presente?

Io ammiro chi crede davvero che i semafori siano stati concepiti per la nostra “sicurezza”. Sul serio, senza ironia, capisco chi pensa che la vecchietta che attraversa la strada e non finisce sotto la mia macchina, poi PER QUESTO motivo campi altri cent’anni. É una cosa che ci hanno indotto a credere da sempre, indottrinandoci ben bene a partire dai nostri genitori (servi inconsapevoli, ahi loro).

Fatto sta che nessuno sottolinea mai quanto i semafori consumino elettricità (SOLDI NOSTRI), deturpino il paesaggio e discriminino i daltonici, perché queste sono verità scomode. E il mainstream non vi verrà mai neanche a dire che ci sono fior di studi SCIENTIFICI che dimostrano al 100% che se un’automobile o un motorino va a forte velocità contro il palo di un semaforo si schianta col rischio anche di MORTE. C’è tutta una letteratura al riguardo per cui i morti contro i pali dei semafori sono milioni. Però i media ne parlano bene e le autorità li impongono cercando di farci passare i semafori come una cosa per il “nostro bene”. (ah ah, sì vabbè). Si sa da tempo immemore che anche se una persona a piedi sbatte su un palo di semaforo poi ha delle conseguenze anche permanenti.

Ecco, tutto questo e tanto altro dovrebbe bastare ma non mi interessa fare proseliti, io racconto solo la verità, poi voi fate come volete, intanto io penso con la mia testa pur continuando a prendere multe e sanzioni perché ovviamente vado contro il sistema. No problem, io proseguo nella mia battaglia illuminata e dico: ‘No, grazie, io non mi fermo ai semafori“.