No Vax, De Luca: "Servivano misure drastiche"

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"Ci siamo consentiti il lusso di perdere 2 mesi di tempo prezioso per correre appresso ai no vax, per impegnare migliaia di agenti delle forze dell'ordine, per controllare i cortei che si sono sviluppati per mesi nei fine settimana. Avremmo dovuto impegnare una settimana di tempo per parlare con quelli che non si erano vaccinati per motivi di preoccupazione e di paura, ma passata la settimana avremmo dovuto adottare misure drastiche nei confronti dei no vax. Non lo abbiamo fatto e non abbiamo preso misure preventive per evitare la diffusione del contagio. E così siamo arrivati ad oggi". Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso di una diretta Facebook.

"Il Governo nazionale è andato avanti in questo modo: per 2-3 mesi ci siamo auto consolati raccontandoci che eravamo il migliore Paese d'Europa, e in qualche misura era vero. Ma siccome siamo italiani e non abbiamo la propensione alla prudenza e alla prevenzione - ha aggiunto De Luca - abbiamo bruciato il vantaggio che avevamo rispetto ad altri Paesi d'Europa. Qualcuno di noi, io in particolare, questa cosa l'avevo prevista e raccontata due mesi fa, non bisognava essere scienziati per capire che saremmo arrivati, se rimanevamo immobili, esattamente nella situazione della Francia e della Gran Bretagna. Nessun Paese può essere blindato oggi come oggi e soprattutto nessuno può garantire la propria sicurezza se non fa niente. Noi non abbiamo fatto sostanzialmente niente".

"Noi siamo chiamati a compiere atti di grande responsabilità come cittadini. Questo Governo non ha la forza politica per prendere decisioni serie, perché al suo interno c'è una componente che è la Lega che è contraria a misure chiare e di contrasto vero al Covid. Leggo sui giornali che nella riunione di ieri del Governo anche i Cinque Stelle si sono espressi contro l'obbligo di vaccinazione almeno per alcune fasce di popolazione italiana", afferma ancora De Luca. "E' inutile aspettarsi da questo Governo misure chiare di prevenzione, cioè misure che servono in tempo utile a ridurre la diffusione del contagio. In Italia purtroppo dobbiamo aspettare sempre che esploda il contagio per deciderci a prendere decisioni che avremmo dovuto prendere due mesi prima", ha aggiunto De Luca.

Quanto alla scuola, "bisogna cominciare a ragionare seriamente sulla riapertura dell'anno scolastico. Mi auguro che sia possibile nei prossimi giorni fare un ragionamento pacato e responsabile". E poi suggerisce di "utilizzare un mese di tempo per ampliare per quanto più possibile l'area di vaccinazione per i bambini più piccoli, per arrivare magari a fine gennaio e riaprire le scuole in condizioni di maggiore sicurezza".

De Luca ha evidenziato, nel corso di una diretta Facebook, che "il grosso del contagio riguarda oggi la fascia di età 0-16 anni. Riteniamo - ha domandato De Luca - che si possa procedere all'apertura dell'anno scolastico il 10 gennaio in condizioni di tranquillità sanitaria e psicologica per le famiglie? So bene che è un tema delicatissimo. Abbiamo lavorato in questi mesi per non chiudere le scuole, è una parte del piccolo miracolo che abbiamo fatto in Campania, ma pensate che una mamma o un papà, se in una classe c'è un bambino positivo, anche se non c'è la didattica a distanza manderà a scuola il proprio bambino? Ragioniamoci, abbiamo qualche giorno di tempo. A me sembrerebbe più ragionevole utilizzare un mese di tempo per ampliare per quanto più possibile l'area di vaccinazione per i bambini più piccoli, per arrivare magari a fine gennaio e riaprire le scuole in condizioni di maggiore sicurezza. Non vado oltre, mi limito a segnalare questo dato: il grosso dei flussi di contagio vengono oggi da quella fascia di età più bassa, e l'apertura dell'anno scolastico è prevista per il 10 gennaio. Credo che valga la pena di riflettere senza ideologismi, sapendo che la chiusura delle scuole è un tema delicatissimo, ma sapendo che abbiamo un tema prioritario che è la tutela della salute dei nostri bambini".

"Se perdiamo il senso di responsabilità, fra il 15 e il 20 gennaio saremo costretti a leccarci le ferite. Non è tempo di fare veglioni, cerchiamo di festeggiare il nuovo anno in famiglia, in maniera tranquilla", ha quindi affermato. "Se qualcuno pensa di essere furbo e di farsi il veglione di Capodanno di nascosto, se qualche gestore di locale pensa di fare il furbo presentando il veglione come una cosa iper controllata e poi facendo balli e contro balli - ha aggiunto De Luca - dobbiamo sapere che a 15 giorni di distanza noi pagheremo gli atti di irresponsabilità. La previsione che si fa a livello nazionale è questa: per metà gennaio avremo 6mila ospedalizzazioni che riguardano i 7 milioni di cittadini non vaccinati e avremo 6mila ospedalizzazioni per gli altri 50 milioni di cittadini vaccinati. Vuol dire che noi dobbiamo aspettarci, fra il 15 e il 20 gennaio, un altro picco di contagio, e questo rischia di mettere davvero in crisi il sistema ospedaliero nel nostro Paese. La situazione sarà tanto più complicata quanto più diffusi saranno i comportamenti di irresponsabilità e di perdita della misura. Possiamo solo fare appello a padri e madri di famiglia perché tutelino i bambini e gli anziani e siano prudenti., ma cerchiamo di non dimenticare nemmeno per un istante che siamo in questa situazione".

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