I no-vax ora sono considerati come un’epidemia

Parliamo di Plague Inc., celebre videogioco nato nel 2012 come simulatore di epidemie e malattie infettive su scala globale.

I no-vax? Un’epidemia al pari delle malattie infettive. A dirlo non è l’Organizzazione Mondiale della Salute, ma un videogioco. Parliamo di Plague Inc., celebre videogioco nato nel 2012 come simulatore di epidemie e malattie infettive su scala globale.

In questo gioco l’obiettivo è quello di distruggere l’intera popolazione mondiale con un’epidemia prima che venga trovata una cura. Il gioco permette di scegliere all’inizio di ogni partita il tipo di agente patogeno (batterio, virus, fungo o altro), il nome della malattia e il Paese da cui partire con l’infezione. Dopodiché, spendendo i punti DNA accumulati nel corso della partita sarà possibile “migliorare” il patogeno, conferendogli tutta una serie di caratteristiche come nuovi mezzi di diffusione (per via aerea, attraverso gli insetti, etc.), la farmacoresistenza (per facilitare la diffusione nei paesi più sviluppati) o il riarrangiamento genetico (per rallentare la ricerca scientifica), e nuovi sintomi sempre più gravi alla patologia, rendendola sempre più letale.

Ebbene, dai prossimi aggiornamenti tra gli “agenti patogeni” tra cui scegliere per uccidere l’intera popolazione mondiale ci saranno anche i fondamentalisti contro i vaccini. Gli sviluppatori hanno infatti ascoltato una petizione online che chiedeva loro di inserire l’insorgere di movimenti no-vax come eventuale potenziamento per lo sterminio della popolazione mondiale e inseriranno la novità in una delle prossime versioni dell’app.

Questa non è la prima espansione del gioco, con i programmatori che dal 2012 a oggi hanno aggiunto nuovi virus letali come possibili opzioni per i giocatori. Ora, però, i giocatori avranno un alleato in più nel loro compito di distruggere l’intera popolazione mondiale e quell’alleato è proprio una fetta di questa popolazione. Quella dei no-vax, che dalla realtà entrano anche nel mondo virtuale, le cui posizioni renderanno più difficile alle autorità contrastare il dilagare delle malattie infettive.

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