Nobel, Elettra Marconi: "Felice per Parisi, anche mio padre ne sarebbe stato orgoglioso"

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"Sono felice per il Nobel per la Fisica vinto da Giorgio Parisi. Una scienza così rara e difficile. Anche mio padre ne sarebbe stato orgoglioso. Per lui, per il Paese". E' quanto ha detto all'Adnkronos Elettra Giovanelli Marconi, figlia del primo Nobel della Fisica italiano. "Quanto accaduto oggi mi fa ripensare agli anni trascorsi accanto a mio padre - ha aggiunto - Quando vinse il Nobel, nel 1909 aveva solo 35 anni, era giovanissimo. Era un uomo appassionato, un entusiasta che amava profondamente i giovani, soprattutto quando vedeva ragazzi che possedevano delle qualità. Perchè, non nascondiamolo, la fisica non è per tutti, ci vogliono doti particolari. Li sosteneva, li incoraggiava a studiare, li esortava a fare ricerche e esperimenti".

"Come ha sottolineato in una recente intervista Giorgio Parisi servirebbero maggiori fondi per la ricerca da parte dello Stato - ha proseguito la principessa Giovanelli Marconi - Ricordo solo che mio padre, ma forse erano altri tempi, ha realizzato tutti i suoi esperimenti contando solo sulle sue forze, investendo soldi e averi, fondando la Compagnia Marconi. Non ha avuto una vita facile Guglielmo Marconi - ha proseguito la figlia e erede- Amato, ma anche combattuto, osteggiato, in molti si rallegravano con lui, ma c'era anche tanta gente che provava nei suoi confronti invidia e rancore".

Ama ricordare il padre Elettra Marconi, con dolcezza. Quel padre mai dimenticato che mise al suo yacht, dove viveva, lavorava e faceva esperimenti, il nome Elettra proprio in onore della sua ultimogenita, mentre studiava le onde elettromagnetiche. "Piccolina assistevo agli esperimenti, era come un gioco. Mio padre mi chiedeva di attaccare delle lenzuola sui vetri delle finestre per fingere la nebbia e la poca visibilità", ha continuato. Ed Elettra Marconi ha ancora ricordato le 700 persone salvate dal Titanic, grazie a quelli che lei chiama gli 'eroici marconisti' o un altro salvataggio, nel 1909, forse meno conosciuto. "Si trattava della nave inglese Republic che viaggiava alla volta di New York, fu speronata da un transatlantico italiano, il Florida - ha continuato nel suo racconto la figlia di Guglielmo Marconi- Per la prima volta nella storia della navigazione fu utilizzato il telegrafo senza fili Marconi per lanciare l'S.O.S. Furono messe in salvo oltre 2mila persone con una operazione eroica. Mio padre si trovava, con mia madre, sulla banchina del porto per accogliere i naufraghi. Era emozionato. Mi raccontava, sorridendo, che ritornò con la giacca da buttare. Gli avevano staccato tutti i bottoni per ricordo, per riconoscenza, per gratitudine. Come reliquie".

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