Nobel a Giorgio Parisi, l'orgoglio della Sapienza: "It's coming Rome"

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“It’s coming Rome”. “Congratulazioni Giorgio!”. Gli studenti del Dipartimento di Fisica della Sapienza festeggiano il Nobel assegnato al professore emerito Giorgio Parisi. Lo striscione - che riecheggia l’esultanza italiana agli Europei di calcio e alle Olimpiadi di Tokyo - è stato affisso dagli studenti all’esterno del Dipartimento.

Con il Premio Nobel per la Fisica di oggi a Parisi è la sesta volta in cui alla ricerca italiana viene conferita la più alta onorificenza per la Fisica. Ed è anche la terza volta che un fisico, di quella che ormai è universalmente nota come “la scuola Romana”, viene insignito di questo prestigioso riconoscimento. Quello assegnato a Parisi, allievo di Nicola Cabibbo che il premio Nobel se lo vide letteralmente scippare, è il terzo Nobel made in Rome.

La storia della scuola romana - ricorda l’agenzia di stampa Agi - ha le sue radici proprio agli inizi degli anni ’30 nei locali di via Panisperna al quartiere Monti a Roma. I locali di quella storica sede sono stati restaurati e ora sono la sede del Centro Ricerche Enrico Fermi (Cref) che ospita anche un bellissimo museo dedicato al grande scienziato italiano. E’ in questa sede infatti che Enrico Fermi raccolse intorno alle sue attività di ricerca un consistente gruppo di ricercatori e collaboratori che, nel corso delle loro attività segnarono lo sviluppo della fisica mondiale. Sono proprio il fisico italiano Fermi e il suo team, soprannominato i “ragazzi di via Panisperna”, che nel 1934 utilizzarono neutroni per bombardare atomi di uranio e innescarono, il 22 ottobre 1934, la prima fissione nucleare artificiale di un atomo di uranio. Tra quei ragazzi nomi destinati a entrare nella storia della fisica: Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè, Bruno Pontecorvo, Oscar D’Agostino ed Ettore Majorana.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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