Nobel per la Fisica a Giorgio Parisi, studioso di sistemi complessi

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Roma, 5 ott. (askanews) - Il Nobel torna a premiare la Fisica italiana. E lo fa assegnando il prestigioso riconoscimento a Giorgio Parisi con Syukuro Manabe e a Klaus Hasselmann, "per i contributi innovativi alla nostra comprensione dei sistemi fisici complessi". Parisi in particolare è stato premiato "per la scoperta dell'interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria".

Intorno al 1980, Parisi ha scoperto i modelli nascosti in materiali complessi disordinati. Le sue scoperte sono tra i contributi più importanti alla teoria dei sistemi complessi. Consentono di comprendere e descrivere molti materiali e fenomeni diversi e apparentemente del tutto casuali, non solo in fisica, ma anche in altri settori molto diversi, come la matematica, la biologia, le neuroscienze e l'apprendimento automatico.

Professore ordinario di Fisica Teorica alla Sapienza di Roma, già Presidente dell'Accademia dei Lincei, Parisi è il sesto italiano a ottenere l'ambito riconoscimento nel campo della Fisica, dopo Guglielmo Marconi (1908), Enrico Fermi (1938), Emilio Segre (1959), Carlo Rubbia (1984), Riccardo Giacconi (2002).

Giorgio Parisi, oltre che docente presso la Sapienza, è ricercatore associato all'INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed è stato Presidente dell'Accademia dei Lincei (2018-2021). Da scienziato si è sempre battuto per il riconoscimento del valore della ricerca fondamentale, firmando appelli a governi e istituzioni per chiedere di aumentare i finanziamenti alla ricerca e sottolineando la necessità di sostenere l'attività dei tanti cervelli di valore che il nostro Paese spesso lascia andare altrove.

Nato a Roma nel 1948, Parisi ha completato i suoi studi alla Sapienza Università di Roma dove si è laureato in fisica nel 1970 sotto la guida di Nicola Cabibbo. Ha iniziato la sua carriera scientifica ai Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN, prima come membro del CNR (1971-1973) e successivamente come ricercatore dell'INFN (1973-1981). Durante questo periodo ha trascorso lunghi soggiorni all'estero, prima alla Columbia University di New York (1973-1974), all'Institut des Hautes Études Scientifiques a Bures-sur-Yvettes (1976-1977), all'Ecole Normale Supérieure di Parigi (1977-1978).

Nella sua carriera scientifica, Parisi ha dato molti contributi determinanti e ampiamente riconosciuti in diverse aree della fisica: in fisica delle particelle, meccanica statistica, fluidodinamica, materia condensata, supercomputer. Ha, inoltre, scritto articoli su reti neurali, sistema immunitario e movimento di gruppi di animali. È stato vincitore di due advanced grant dell'ERC European Research Council, nel 2010 e nel 2016, ed è autore di oltre seicento articoli e contributi a conferenze scientifiche e di quattro libri.

Molti i premi e i riconoscimenti che gli sono stati conferiti, tra cui la Medaglia Boltzmann (1992) per i suoi contributi alla teoria dei sistemi disordinati, la Medaglia Max Planck nel 2011, da ultimo quest'anno il prestigioso Wolf Prize per la Fisica. Sempre quest'anno Parisi - primo italiano a ottenere questo riconoscimento - è entrato a far parte della Clarivate Citation Laureates come studioso tra i più citati al mondo nelle pubblicazioni scientifiche.

È stato presidente dell'Accademia dei Lincei ed è membro dell'Accademia dei Quaranta, dell'Académie des Sciences, dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, dell'Accademia Europea, dell'Academia Europea e dell'American Philosophical Society.

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