“Noi due”, la complicità tra padre e figlio, pensando a Chaplin

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Roma, 4 mag. (askanews) – Arriva al cinema il 5 maggio “Noi due”, il film del regista israeliano Nir Bergman, che è stato anche uno degli ideatori della serie “In treatment”. E’ la storia commovente, ma allo stesso tempo lieve e divertente, di un padre in viaggio attraverso Israele con un figlio ventenne che ha un disturbo dello spettro autistico. Lui, ex disegnatore di successo, ha rinunciato alla carriera per dedicarsi totalmente al figlio Uri. Il loro è un rapporto speciale, di complicità, quasi esclusivo. Quando l’ex moglie insiste perché il ragazzo, ormai adulto, si apra al mondo e vada in un centro specializzato, il padre tenta una rocambolesca fuga insieme a lui.

Il regista, a Roma per presentare il film, ha spiegato: “Penso che sia un film su una relazione speciale, il padre è molto dolce e fragile lui stesso. Guardi questa relazione e pensi: o mio dio, è l’unico che può capirlo, l’unico che può amarlo. Attraverso quel viaggio capiamo delle cose del padre, che forse non ha realmente sacrificato la sua vita per prendersi cura di Uri, ma che lui stesso era forse troppo fragile per affrontare il mondo”.

“Noi due” ha avuto un enorme successo in Israele, anche grazie alla bravura degli interpreti: Shai Avivi e Noam Imber. E un altro protagonista del film, in qualche modo, è Charlie Chaplin.

“Il monello di Chaplin in qualche modo ha inspirato il racconto. Ma anche dato l’ispirazione a tutto il tono del film, dolceamaro, pieno di humor, sempre, mai melodrammatico, mai troppo drammatico, sempre inframezzato dall’ironia. E come regista ho anche cercato di fare un omaggio al cinema muto”.

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