"Noi referendari fuori dalle elezioni se Draghi non ci aiuta con le firme digitali"

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AGI – Una lista  di cui farebbe parte anche lui, “con l'unico obbiettivo di far rispettare i diritti civili, a cominciare da eutanasia e cannabis”. Marco Cappato spiega all'AGI che in questi giorni si stanno cercando le adesioni alle candidature tra i comitati referendari anche se c'è un ostacolo enorme davanti: bisogna mettere insieme e molto in fretta 60mila firme per presentarsi alle urne.

“Questo accade perché gli attuali rappresentanti dei partiti presenti in Parlamento si sono fatti una legge per cui loro non le devono raccogliere mentre chi non c'è, come noi, sì. Loro potranno scannarsi in Parlamento fino al 19 agosto per decidere chi mettere in lista e chi no e stringere alleanze, noi no”.

Il tesoriere dell'associazione 'Luca Coscioni' fa un esempio: “Con questo sistema Forza Italia, che era una formazione nuova all'epoca, non si sarebbe potuta presentare nel 2004”.

Cappato ha chiesto pubblicamente a Mario Draghi nei giorni scorsi di autorizzare la raccolta delle firme con lo Spid: “Resterebbe comunque un'impresa difficile nel cuore dell'estate ma aumenterebbe le possibilità di farcela. Finora però, Draghi non ha risposto”.

L'attivista radicale Virginia Fiume di Eumans ha iniziato uno sciopero della fame.

“Ora ci vengono impedite anche le elezioni dopo che la Consulta ci ha bocciato i referendum e in Parlamento nessuno discute la proposta d'iniziativa di legge popolare sull'eutanasia presentata da 9 anni e quella sulla cannabis, da 6. Le iniziative popolari restano in vigore due legislature, quindi sono ‘scadute' vanificando così le istanze dei cittadini. Fateci almeno presentare alle elezioni”.      

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