"Noi, studenti Erasmus in Spagna, in nave fino all'Italia. La nostra odissea"

Ilaria Betti
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(Photo: Corriere della Sera)
(Photo: Corriere della Sera)

Voli cancellati, biglietti che non si trovano, preventivi di viaggio da capogiro: è una vera e propria odissea quella dei giovani in Erasmus in Spagna che tentano di tornare in Italia. Molti di loro sono bloccati, come denunciano le associazioni degli universitari. “Vogliamo che vengano garantiti ponti aerei, senza costi aggiuntivi”, è la richiesta da Link. “Dal ministero degli Esteri dicono di contattare le ambasciate ma gli studenti non trovano aiuto”, spiega l’Unione degli Universitari. C’è chi si ingegna e trova un modo per tornare a casa, come riporta il Corriere della Sera. Ma non è facile.

«Sembra che riusciremo a partire. Torneremo dalla Spagna in nave». Ha la voce squillante Silvia Leocata, universitaria di 23 anni iscritta a Psicologia alla Cattolica, a Valencia da gennaio con il programma Erasmus. «Sono sollevata, con un’altra studentessa italiana abbiamo fatto i biglietti pochi minuti fa». Racconta i tentativi di rientro, fra voli cancellati e preventivi di viaggi con più scali «ma ci volevano mille euro». E spiega come arriverà a Milano, «con un viaggio possibile, per costo e sicurezza»: partenza sabato, in treno fino a Barcellona e da lì imbarco per Civitavecchia. «Me la cavo con 40 euro di treno e 80 di nave. E con un rischio contagio ridotto, perché se invece prendi l’aereo devi passare da Madrid, dove il coronavirus sta facendo più vittime».

L’universitaria continua a raccontare la sua avventura, a partire dal momento in cui ha percepito la gravità della situazione.

«Tutto è precipitato in poco tempo, l’8 eravamo al mare tranquilli, tre giorni dopo hanno annullato la festa del paese e qui si è iniziato a percepire la gravità dell’epidemia. Da lunedì poi hanno chiuso tutto come in Italia e ho iniziato a cercare il modo per tornare a casa». Il suo racconto: «Avevo un biglietto Rynair, che è stato subito cancellato. Nei gruppi Erasmus avvisano che ci saranno voli Alitalia da Madrid, ma costano troppo. Chiamo la Farnesina, almeno venti volte ma nessuno risponde, ci prova anche mia madre da Milano, niente. Alla fine trovo un passaggio con Flixbus, economico ma la partenza è il 3 aprile. E non è il caso di aspettare, meglio la nave subito. Qui non ci si sente al sicuro, vai al supermercato e nessuno rispetta la distanza, e non si trovano mascherine».

Rientro dalla Spagna in nave anche per Lisa Alborghetti, iscritta a Economia alla Bicocca, 21 anni, in Erasmus a Lleida, Catalogna, dalla fine di gennaio. Lei è a Milano da lunedì.

«Sabato hanno annunciato le misure restrittive anche in Spagna e nel giro di poche ore con altri studenti Erasmus abbiamo fatto il biglietto della nave, siamo andati il giorno stesso in treno a Barcellona e a mezzanotte ci siamo imbarcati. Avevamo chiamato ambasciata, consolato, unità di crisi della Farnesina e consigliavano la nave. Ora sul mio canale youtube spiego agli studenti come rimpatriare dalla Spagna».

Intervenuta nella questione anche la Conferenza dei rettori con una comunicazione per gli studenti Erasmus: “Ribadiamo l’invito ai nostri studenti a restare nelle loro residenze straniere e a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie locali e internazionali. Al contempo, invitiamo le autorità competenti a programmare sin da ora l’organizzazione di modalità di rientro per quando saranno necessarie a causa della situazione sanitaria dei paesi ospitanti”.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.