Nomisma:solo con innovazione competitività sostenibile agricoltura

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 16 feb. (askanews) - Covid-19, cambiamenti climatici, concorrenza internazionale ed European Green Deal, da un lato, a diffidenza dei consumatori verso tutto ciò che non è percepito come tradizionale dall'altro. Oggi le imprese agricole sono chiamate alla doppia sfida della competitività e della sostenibilità, due obiettivi che spesso non vanno d'accordo. Ma solo l'innovazione, dalle nuove tecnologie di evoluzione assistita (TEA) all'agricoltura di precisione e 4.0, può aiutare le aziende a vincere questa sfida. Sono gli highilihts emersi dalla survey Nomisma-Agrifood Monitor, realizzata in partnership con Crif, che ha messo in luce come i preconcetti verso l'innovazione in agricoltura derivino più dalla mancanza di una corretta comunicazione/informazione che da forme di "integralismo alimentare".

Per il 45% degli italiani, infatti, i prodotti agroalimentari derivanti da aziende "tradizionali" vengono percepiti come di qualità superiore rispetto a quelli delle aziende più avanzate dal punto di vista tecnologico. Ma a fronte di un futuro condizionato dai cambiamenti climatici e dalla necessità di attività produttive più sostenibili, non sembra esserci storia: il 54% dei consumatori reputa necessario un cambio di rotta per gli agricoltori italiani, attraverso investimenti in innovazione che permettano di affrontare la doppia sfida della competitività e sostenibilità.

Certo, non mancano gli irriducibili, quelli disposti a pagare di più pur di continuare ad avere prodotti da contadini meno avvezzi alla tecnologia (18%), così come un 13% si dice pronto a cambiare la propria dieta introducendo alimenti "alternativi" (come gli insetti o le alghe), un 5% disponibile a consumare cibi creati in laboratorio e un rimanente 10% indifferente all'origine territoriale e incline ad acquistare prodotti stranieri.