Allarme Nomofobia, la dipendenza da smartphone è una vera e propria malattia

Nomofobia, la dipendenza da smartphone (Getty Images)

Ogni epoca ha le sue dipendenze: quella di oggi è la nomofobia. Se da una parte la tecnologia, in sviluppo esponenziale, ha facilitato la vita contemporanea in una miriade infinita di modi, dall’altra ha però generato nuovi disturbi, dal punto di vista sociale ma non solo.

Nell’epoca dei social network e della messaggistica istantanea, le generazioni di oggi soffrono di quella che gli esperti hanno riconosciuto come vera e propria malattia a cui hanno dato il nome di nomofobia: la dipendenza da smartphone.

Introdotto di recente, il termine nomofobia è costituito dal suffisso -fobia e da un prefisso inglese (no-mo), abbreviazione di no-mobile, quindi “senza cellulare”. Il neologismo è stato coniato nel 2008 da uno studio dell’ente di ricerca britannico YouGov, ma il fenomeno è in forte e preoccupante crescita ed è tra le malattie mentali più diffuse del futuro.

La parola nomofobia indica quindi la paura incontrollata e ossessiva di rimanere sconnessi dal contatto con il proprio cellulare (o con un altro device digitale) e secondo gli ultimi dati dell’Università di Granada colpisce soprattutto la fascia di giovani tra i 18 e i 25 anni, spesso soggetti con bassa autostima e problemi relazionali.

Le comunicazioni digitali o virtuali possono causare dipendenza perché riducono lo stress generato da ansia e/o fobia sociale. Non essere connessi al mondo digitale fa sentire le persone “nude” nei confronti del mondo circostante e meno capaci di stabilire un contatto personale, vis-à-vis.

Tra i sintomi più gravi di nomofobia si annoverano attacchi di panico, vertigini, tremore, mancanza di respiro e tachicardia in caso di assenza di rete mobile o di cellulare fuori uso.

Per gli esperti il fenomeno della nomofobia è parzialmente legato all’uso compulsivo dei social: secondo Ezio Benelli, presidente del congresso e dell’International foundation Erich Fromm, “l’abuso dei social network può portare all’isolamento […] e l’utilizzo smodato e improprio del cellulare può provocare non solo divari enormi tra persone, ma anche a chiudersi in se stesse e a alimentare la paura del rifiuto”.

Secondo l’ente di ricerca britannico Yougov, più di 6 ragazzi su 10 tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia dello smartphone, e oltre la metà degli utenti di telefonia mobile (53%) tendono a manifestare stati d’ansia quando “perdono il loro cellulare, esauriscono la batteria o il credito residuo o non hanno copertura di rete”.

Tra gli effetti negativi dell’accesso a device onniscienti, che contengono tutte le risposte alle più disparate domande o banalmente i numeri e le informazioni più importanti per la vita quotidiana, la graduale e costante erosione della memoria a lungo termine.

Ma come si cura questa patologia? Secondo gli esperti lo psicodramma è la terapia ideale per guarire da questa sindrome: “un approccio ‘creativo’ che si manifesta con la messa in scena di una situazione attraverso verbalizzazione ed azione.”


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