"Non è un posto dove giocare". Pink risponde alle critiche per la foto dei figli al Memoriale dell'Olocausto

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Pink ha postato su Instagram una foto dei suoi bambini, Willow e Jameson, che giocano al Memoriale dell’Olocausto di Berlino. Puntualmente sono arrivate le accuse alla statunitense: “Questo non è un posto dove giocare a nascondino, cara Pink”. La donna, allora, difende in didascalia la scelta di pubblicare un momento di “gioia” in un luogo dedicato alla memoria di una tragedia: “Chi ha costruito questo Memoriale credeva che i bambini dovessero comportarsi da bambini, e per me questa è la celebrazione della vita dopo la morte”.

“Questi bambini sono ebrei, come lo sono io e tutta la famiglia da parte di mia madre”, aggiunge la cantante. “Per favore tenete per voi i vostri commenti pieni d’odio e di giudizio”, Pink è molto critica verso i messaggi che popolano le foto che riguardano i suoi figli. La chiama “polizia genitoriale”, quella che è pronta a giudicare ogni cosa che fa accusandola di non essere una buona madre.

Non solo critiche, anche vicinanza da parte dei fan: “Sono ebreo, alcuni miei parenti sono morti nei campi di concentramento. Ho amici che sono morti negli attacchi alle sinagoghe. Niente in questa foto è offensivo. Questi bambini stanno imparando la loro storia. Mi dà gioia vedere i bambini godersi la vita. Mi mostra che lo spirito del popolo ebraico non è stato spazzato via e non scomparirà mai”.

Anche Carey Hart, il marito di Pink, ha condiviso su Instagram una foto di lei e loro bambini scattata nel luogo. “Il Memoriale dell’Olocausto è un triste ricordo di ciò che è accaduto. Mia moglie è mezza ebrea (mia suocera lo è al 100%) e i miei figli lo sono per 1/4. È spaventoso pensare a cosa gli poteva succedere in quegli anni”, scrive il pilota.

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