Non ci sono sanzioni se non si rispettano le raccomandazioni del Dpcm, dice il Viminale

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AGI - L'inosservanza delle 'raccomandazioni' indicate nel nuovo Dpcm per contenere la diffusione dell'epidemia da coronavirus non determinano, nel caso di comportamenti difformi, l'irrogazione di sanzioni. Lo scrive il capo di Gabinetto del ministero dell'Interno, Bruno Frattasi, nella circolare indirizzata ai prefetti, ai commissari di governo per le Province autonome di Trento e Bolzano e al presidente della Regione Valle d'Aosta.

Nella circolare si sottolinea che si tratta di indicazioni, contenute nel Dpcm, che hanno carattere "esortativo", formulate appunto in termini di raccomandazione, "le quali, benché non correlate a sanzioni, intendono sollecitare l'adozione di comportamenti ispirati alla massima prudenza e al senso di responsabilità dei singoli". Si riferiscono alla mobilità personale e al ricevere ospiti nella propria abitazione.

La mobilità personale

Nel primo caso viene fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto, pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Frattasi precisa che trattandosi di raccomandazione, "non occorre che le persone interessate ai suddetti spostamenti siano munite di autodichiarazione".

Resta ferma, invece, la necessità di giustificazione degli spostamenti in tutti i casi di limitazioni alla mobilità introdotte con provvedimenti più restrittivi di ambito regionale, e in questo caso il riferimento indiretto è al 'coprifuoco' negli spostamenti dei cittadini che alcune regioni hanno introdotto dalle 24 alle 5 del mattino successivo.

Ospiti a casa

Quanto al ricevimento di ospiti presso le proprie abitazioni private, il capo di Gabinetto del Viminale sottolinea che il Dpcm "rafforza la raccomandazione riferita al medesimo contesto contenuta nel precedente provvedimento presidenziale. Tenuto conto della stringente necessità di prevenire la diffusione del virus, che può essere agevolata da contatti occasionali anche tra familiari non conviventi, e pertanto di adeguare i propri comportamenti, anche nella sfera privata, a un principio di massima cautela, viene raccomandato che nelle abitazioni private si eviti di ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. Va da sè che anche ove ricorrano tali particolari circostanze andranno seguite le regole prudenziali legate all'uso dei dispositivi di protezione delle vie aeree".

La circolare prende anche in esame tutte le varie misure e gli obblighi introdotti dal Dpcm, tra cui quelli relativi agli orari di apertura dei locali di ristorazione, pizzerie, bar; le norme relative agli sport non di contatto; l'attività motoria; la chiusura di centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché i centri culturali, i centri sociali e i centri ricreativi; le attività nei parchi tematici e di divertimento; la sospensione delle attività nelle sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò; la generalizzata sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi all' aperto.