“Non consegno pizza, ma abiti a domicilio”, l’idea (vincente) di Samir e soci

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Mascherina Ffp2, guanti e un bel pacco in mano. La consegna a domicilio questa volta non è la classica pizza. “Abbiamo immaginato una sorta di delivery di abiti, qui dentro c’è una tuta” dice all’Adnkronos Samir, suonando al citofono di una ragazza nel quartiere romano del Pigneto. Poco distante la sua ape, la Bee Four gialla, con cui si muove ogni giorno per le consegne in tutta la Capitale. Che sia zona rossa, arancione o gialla, la Bee Four ti arriva sotto casa a richiesta e gratuitamente su Roma. “La sanifichiamo una volta alla settimana, portiamo vestiti direttamente al cliente. Di questo periodo si vendono, soprattutto, capi confort. Tute, appunto, felpe e t-shirt. Le clienti sono principalmente donne e non vogliono rinunciare a essere ‘carine’ anche se in smart working”. Come funziona? Gli abiti si possono vedere su Facebook o Instagram, ma anche sul catalogo, che inviamo su WhatsApp insieme a eventuali consigli personalizzati. “E’ questa la nostra forza rispetto ai nostri concorrenti, piattaforme comprese. Una volta passata l’emergenza, poi, potremo anche pensare di far provare l’abito alla cliente a casa. Se non le piace, scende giù in strada e si può cambiare con qualche altro capo nell’apetta” spiega Samir, che si è reinventato così, dopo aver dato in gestione il suo negozio d’abbigliamento.

Samir Pacifici, 45 anni, padre egiziano e madre italiana (“di Tivoli, il cognome è il suo”), non si è perso d’animo, nonostante le difficoltà in tempi di Covid. “Con altri tre soci abbiamo creato la t-shirt con la scritta ‘Andrà tutto bene’ per beneficenza. I proventi delle vendite sono andati allo Spallanzani e da lì ne è nata un’altra idea, quella di dar vita al brand di abbigliamento Bee Four, sfruttando tutte le competenze trasversali del team di cui fanno parte Massimiliano Menichelli, Gabriele Leonardi e Claudio Oggiano”. Testaccio, Monteverde Vecchio e Nuovo Salario. L’ape ‘customizzata’ gialla per le vendite a domicilio non si ferma mai. “Vado un po’ dappertutto, faccio una cinquantina di chilometri al giorno anche se è una 125 diesel che non va velocissima”.

Due, tre consegne al giorno di media. “I colori più richiesti? Il nero va sempre, ma complice il momento particolare, c’è voglia di qualcosa di allegro. Verde menta e il rosa vanno per la maggiore sia per gli abiti nuovi che per il vintage”. Nonostante qualche buffo piccolo imprevisto, “una volta una ragazza mi ha fermato in strada ‘voleva comprare a tutti i costi l’ape gialla’”, Samir con la sua squadra sta vincendo la difficile scommessa economica di questo 2021. “Il mio nome Samir? Significa ‘allegro’ in egiziano, direi che mi ha portato bene”.