"Non distruggete Autostrade". Il manager tende la mano al Governo

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Autostrade

Togliere le concessioni ad Autostrade per l’Italia equivale a mettere l’azienda in default. Il messaggio, già lanciato nei giorni scorsi sui media dall’a.d. della concessionaria Roberto Tomasi, viene oggi ribadito in un’intervista alla Stampa da Carlo Bertazzo, nuovo amministratore delegato della casa madre Atlantia. Con una mano ben tesa verso il Governo perché si trovi una soluzione non punitiva per l’azienda: “c’è la massima disponibilità a dialogare. Fermo restando alcuni principi: la società deve mantenere un equilibrio economico-finanziario e deve essere messa in grado di mantenere la bancabilità del suo programma di investimenti”.

Sottolinea Bertazzo:

“Revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia vorrebbe dire compromettere un’azienda e mettere a rischio un gruppo leader mondiale nel suo settore, e quindi importante per il Paese. Noi diamo concreta disponibilità al Governo per trovare una soluzione equilibrata nell’interesse generale”.

Il manager afferma che il crollo del ponte Morandi è stato “qualcosa di gravissimo, che non doveva succedere e che rappresenta uno spartiacque per l’azienda”. Il manager chiede “scusa ai familiari delle vittime e a tutti gli italiani”. Per il tragico evento e per le intercettazioni che hanno mostrato la presenza dentro il gruppo di “persone così distanti dall’etica aziendale e dal nostro modo di vedere e di operare”. Il manager annuncia cambiamenti dentro Atlantia e nelle partecipate.

Sulle mancate manutenzioni da parte di Aspi e sul fatto che tutto sia avvenuto all’insaputa della controllante, Bertazzo risponde che “il cda di Atlantia cura gli indirizzi strategici delle controllate. I programmi di manutenzione e le sue modalità non rientrano tra le cose che abbiamo mai discusse. Sicurezza e reputazione sono sempre stati obiettivi assoluti dettati dal consiglio. È evidente che qualcosa non ha funzionato o che non è stato fatto a sufficienza da Autostrade per...

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