"Non fare il duro", lettera di Trump a Erdogan

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, scrisse una lettera al suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, lo scorso 9 ottobre per convincerlo a non lanciare un attacco contro le milizie curde nella Siria settentrionale. "Tu non vuoi essere responsabile del massacro di migliaia di persone e io non voglio essere responsabile della distruzione dell'economia turca. Te ne ho già dato una piccola prova con il caso del pastore Brunson", minaccia Trump nella lettera, che è stata diffusa dalla Casa Bianca.  

Il tycoon, esortando Erdogan ad impegnarsi per un "grande accordo", ricorda di aver lavorato "sodo per risolvere alcuni dei tuoi problemi". "Non deludere il mondo. Puoi fare molto - incalza Trump - Il generale Mazloum (il leader militare dei curdi siriani, ndr) è disposto a negoziare con te ed è disposto a fare concessioni che non avrebbero mai fatto in passato". "La storia ti giudicherà favorevolmente" se rinuncerai all'offensiva trovando un'intesa con i curdi, mentre ti considererà "per sempre come il diavolo se non accadranno cose buone. Non fare il duro. Non essere sciocco!", conclude Trump. 

PENCE E POMPEO ATTESI AD ANKARA Il vicepresidente americano Mike Pence e il segretario di stato Mike Pompeo sono attesi oggi ad Ankara dove cercheranno di ottenere la fine dell'offensiva militare turca nel nordest della Siria. Mike Pence, inviato del presidente Trump, vedrà Erdogan. "La nostra missione consiste nel vedere se possiamo ottenere un cessate il fuoco, negoziare", ha dichiarato Mike Pompeo prima di salire sull'aereo. La missione è stata preceduta dall'avvertimento del segretario al Tesoro Steven Mnuchin: altre sanzioni sono pronte per Ankara, ha chiarito, qualora non dovesse accettare un cessate il fuoco.