"Non ho mai insabbiato lo studio dell'Oms", dice Ranieri Guerra

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AGI - “Da Ginevra mi hanno chiesto di visionare il rapporto, per verificare la correttezza di dati e informazioni. Dopo averlo fatto, a due ore dalla pubblicazione, ho dato suggerimenti per correggere una serie di imprecisioni”. In un'intervista a La Stampa Ranieri Guerra, il direttore aggiunto dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità, torna sulla vicenda del piano pandemico contestato, dicendo di avere “tutta la corrispondenza via mail con Francesco Zambon che l'accusa di avere insabbiato il piano e “che prova ciò che dico: diverse comunicazioni precedenti e successive a quella mezza mail personale che è stata diffusa da Report", la trasmissione di Raitre che ha aperto il caso.

Ranieri Guerra smentisce anche i contrasti diretti con Zambon: “Nessuno scontro. Solo una divergenza di opinioni, dato che avevo proposto che il ministero della Salute italiano venisse informato prima della pubblicazione del rapporto, come atto di cortesia, niente di più. Zambon mi ha risposto che non riteneva necessario fare questo passaggio istituzionale” e si chiede “il perché di queste accuse”, per poi aggiungere: “Anche avessi voluto, non avrei avuto il potere di intervenire su Zambon, che dipende da Copenaghen e non da Ginevra. Nell'Oms c'è un meccanismo interno di protezione del personale”, E sul suo accusatore dice: “Se si è sentito oggetto di minacce o pressioni, avrebbe potuto fare ricorso seguendo le procedure istituzionali. Con lui c'è sempre stato un rapporto di correttezza e, direi, amicizia”, ricorda oggi Ranieri Guerra.

Quanto alle correzioni al piano richieste, Guerra afferma: “Molte delle mie osservazioni sono state recepite, compresa quella riguardante il riferimento alla vigenza del piano per la pandemia influenzale, che infatti è presente nel documento pubblicato, anche se con l'anno sbagliato”.

Secondo il direttore aggiunto dell'Oms il problema riguardava solo “a necessità di sottolineare che un piano vigente c'era, per cui sarebbe stato scorretto ignorarlo, e che prevedeva certe prescrizioni che sarebbero state probabilmente utili per le fasi iniziali di questa pandemia, pur non essendo questo un virus influenzale”.

Quindi Ranieri Guerra dice: “Non ho niente da nascondere e nulla di cui rimproverarmi”, “Sono 40 anni che faccio questo mestiere e l'unica cosa di cui mi dolgo sono i morti e i feriti che ho visto e non sono riuscito ad aiutare. In questo caso, sono vittima di una manipolazione dei fatti, di un'amplificazione mediatica artificiosa che utilizza anche comunicazioni private. Ma vado avanti finché non sarà ristabilita la verità”.