"Non lavorate sul letto o sul divano. Gomito del tennista e mal di schiena: i rischi del lavoro agile"

Nicoletta Moncalero
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Frown woman sitting on couch near computer take break touches her neck suffers from painful feelings ache caused by poor wrong posture, sedentary work, sitting at laptop for long period concept image (Photo: fizkes via Getty Images)
Frown woman sitting on couch near computer take break touches her neck suffers from painful feelings ache caused by poor wrong posture, sedentary work, sitting at laptop for long period concept image (Photo: fizkes via Getty Images)

Sedie tutt’altro che ergonomiche, tavoli da cucina al posto delle scrivanie, portatili sulle ginocchia: non tutti sono arrivati preparati allo smart working. E le conseguenze, sul fisico, cominciano a farsi sentire.

“A soffrire di più è la schiena, ma sono tanti a lamentarsi anche di epicondilite laterale, ovvero del gomito del tennista. Tutto dipende da come siamo seduti davanti al computer: la schiena è ben dritta, i gomiti si trovano alla giusta altezza quando scriviamo al computer?”.

A parlare è Cristiano Fusi, medico fisiatra responsabile dell’UO riabilitazione specialistica degli Istituti Clinici Zucchi di Monza (Gruppo San Donato).

“Lo smart working è stata una novità per tanti - aggiunge il medico -. Un sacco di persone non avevano idea di come affrontare la situazione nel miglior modo possibile. Un conto è lavorare da casa, stare al computer qualche ora nel weekend, un conto è organizzare una vera e propria postazione da lavoro in cui passare molte ore della tua giornata”.

Quali conseguenze possono esserci per il nostro fisico a seguito di questa situazione di “lavoro agile”?

Questo provocherà e sta provocando problematiche di tipo osteoarticolare. Postura e problematiche poco frequenti in ufficio, come quelle a carico della vista. Perché non avendo una postazione fissa, con il portatile, non si mantiene la giusta distanza tra il monitor e il viso. Chi vede poco spesso poi si sbilancia in avanti, protrude il collo per vedere meglio e assume in definitiva una postura scorretta.

Quali sono le posizioni sbagliate, gli errori che più facilmente di possono compiere nel preparare la postazione di lavoro?

Il problema è che poche persone erano organizzate fin da prima con una postazione di lavoro anche da casa. Così fanno uso di quello che hanno: il tavolo da cucina, o la sedia che usano a tavola, oppure il divano, il letto. Tutte queste situazioni comportano posture scorrette, a cui sicuramente non si incorreva in ufficio. I dolori più frequenti con cui sto avendo a che fare sono legati alla posizione. Chi lavora al tavolo della cucina ha spesso dolori al gomito: questo perché teniamo per ore le braccia in una posizione non comoda. Il tavolo non ha la stessa altezza della scrivania. Parecchie persone stanno soffrendo del “gomito del tennista”: la posizione delle braccia non è allineata rispetto al tavolo di appoggio e subentra una tensione sull’epicondilo. Altra cosa a cui prestare attenzione è la sedia: in ufficio usiamo quella ergonomica, a casa invece quella da cucina. Il più delle volte si sta molto indietro rispetto al piano d’appoggio e la colonna vertebrale subisce curve abbastanza improprie. Il fatto di essere seduti scomodi porta anche ad appoggiarsi in modo laterale più del dovuto: tutto provoca tensioni, dolori sulla colonna vertebrale e sulla muscolatura.

Il rischio è quello di entrare in un circolo vizioso di tensioni e dolori?

Sì. Il più delle volte la postura non è solo considerata erronea dalla posizione che assumiamo, ma è anche condizionata dalla muscolatura stretta. Stando spesso a letto, o sul divano, più di quanto siamo abituati, la muscolatura va in tensione e ci fa male quando ci mettiamo computer. Così ci troviamo ad assumere una posizione sbagliata per alleviare il dolore di una muscolatura contratta presa in precedenza a letto o sul divano. È esattamente come un circolo vizioso che si alimenta.

Ci sono postazioni più a rischio di altre?

L’idea di fondo è che lavorare da letto o sul divano è sbagliato. L’ideale sarebbe avere una postazione con scrivania alla giusta altezza, il monitor dritto al nostro campo visivo, un piano di lavoro che permetta di avere le braccia appoggiate alla giusta altezza. Anche le sedie, abbastanza morbide da essere comode per poterci stare molte ore senza poi accusare dolori alla schiena. Anche la posizione delle gambe è importante, se la schiena forma un angolo di 90 gradi con le gambe, si può mettere anche un appoggio sotto i piedi per scaricare la tensione della muscolatura.

Il fatto di essere a casa però può anche essere d’aiuto per il nostro fisico?

Sì soprattutto se riusciamo a fare stretching. Ma anche alzarsi, bere molta acqua, che anche se non c’entra con la postura, è molto importante per il benessere del nostro fisico. Possiamo provare ad allungare la schiena contro una parete, allungando in alto le braccia. Viceversa anche cercare di allungare i flessori del dorso, senza andare oltre la soglia del dolore: basta piegarsi in avanti e cercare con la punta delle mani la punta dei piedi. Anche per le braccia: si cerca di tenere il braccio teso e tirare le dita flesse in contro resistenza sia in flessione palmare che dorsale, per allungare i tendini sull’epicondilo.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.