"Non mi candido, ma...". Urbano Cairo sul Foglio: "M5S e Lega ci hanno fatto perdere mesi"

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“Al momento l’idea non mi sfiora”. L’idea è quella di una discesa in campo, nell’agone politico. A parlare in una lunga intervista al Foglio è Urbano Cairo, presidente di Rcs, che però lascia uno spiraglio aperto, quello del mai dire mai. 

“Progettavo la scalata a Rcs da 10 anni, senza farne mai parola con nessuno, nell’assoluto riserbo. Un giorno l’ho realizzata. I sogni non si svelano in anticipo: si mettono in pratica”.

Ecco allora che Urbano Cairo parla delle vicende politiche di queste settimane, dominate dalla crisi di governo. Un esito che non lo sorprende.

“Grillini e leghisti hanno fallito, mi pare evidente. Dove pensavano di andare? Non sono neppure deluso, perché solo chi coltiva aspettative può esprimere delusione: io non ne avevo. Quel Contratto di Governo era totalmente irrealizzabile. Salvini e Di Maio avevano agende inconciliabili”... “Ci hanno fatto perdere 15 mesi, nel frattempo l’economia è entrata in stagnazione, e pure in politica estera non abbiamo fatto un figurone”

Parole da oppositore di Matteo Salvini - “Perfetto per le campagne elettorali, ma governare è tutta un’altra cosa” - e di Luigi Di Maio - “senza esperienza, non ha mai studiato e non ha mai fatto la gavetta”. Ma Urbano Cairo non si sente il nuovo Berlusconi. 

“Io non sono e non sarò mai l’erede del Cavaliere. Io sono molto diverso da lui. Per essere ancora più chiaro: non vivo nell’attesa di ricevere una qualche investitura, né intendo assumere la guida di partiti già esistenti, che hanno attraversato una parabola puntellata di successi e fallimenti. Nella vita non si può prendere il posto di qualcun altro... Se si vuole compiere il grande passo, si dà vita a una creatura inedita”

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