"Non mi pesa l'etichetta di paziente 1, ma le bugie": parla Mattia Maestri

Ilaria Betti
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(Photo: Pacific Press via Getty Images)
(Photo: Pacific Press via Getty Images)

“Si è parlato di una mia cena con un cinese, il mio rifiuto al ricovero e due maratone corse in una settimana, tutto falso”: questo ha affermato Mattia Maestri, il paziente 1 di Codogno, in un’intervista a Sportweek.

“L’etichetta Paziente 1 non mi è mai pesata, anzi ci ho subito scherzato io per primo. Invece mi è pesata la popolarità che ne è conseguita, devo continuamente respingere le richieste di interviste o di ospitate televisive”.

La sua avventura inizia tre mesi fa, quando viene ricoverato in condizioni disperate nella notte tra il 21 e il 22 febbraio. Il 38enne, sportivo, ripercorre le due settimane in terapia intensiva, la nascita della figlia poco dopo le sue dimissioni e svela la sua voglia di tornare alla sua passione: la corsa.

Proprio al Gruppo Podistico ’82 di Codogno, gli amici con cui corre, Mattia è particolarmente grato.

“Nel periodo del mio ricovero hanno sostenuto la mia famiglia. Si sono anche iscritti ai social per difendermi”.

Sono stati tre mesi durissimi per Mattia, durante i quali ha perso il padre sempre per la stessa malattia. Anche la moglie incinta è stata infettata. Proprio lei ha informato i medici di una cena di fine gennaio tra il marito e alcuni amici, tra cui uno appena rientrato dalla Cina: da allora è stato effettuato il tampone ed è avvenuta la scoperta del primo caso in Lombardia.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.