"Non possiamo permetterci il voto anticipato. Per il Quirinale serve largo consenso"

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ROME, ITALY - 2021/11/16: The secretary of the Democratic Party Enrico Letta seen at the 50th anniversary Confesercenti National Assembly.
Confesercenti is an association representing Italian businesses in trade, tourism and services, crafts and small industries. (Photo by Vincenzo Nuzzolese/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)
ROME, ITALY - 2021/11/16: The secretary of the Democratic Party Enrico Letta seen at the 50th anniversary Confesercenti National Assembly. Confesercenti is an association representing Italian businesses in trade, tourism and services, crafts and small industries. (Photo by Vincenzo Nuzzolese/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)

“Sarebbe sbagliato se l’anno prossimo fosse l’anno di una crisi politica, con le elezioni. Crisi politica ed elezioni anticipate significherebbe sei mesi di blocco. Non possiamo permettercelo”. Lo afferma Enrico Letta in un’intervista al Corriere della Sera, in cui sottolinea di aver “sempre detto che cominciare troppo presto il dibattito sul Quirinale avrebbe penalizzato tante priorità, come la pandemia, la legge di bilancio e la messa a terra del Pnrr”.

Secondo il leader del Pd, “in una situazione emergenziale come la nostra sarebbe bene che il presidente o la presidente venisse eletto con un largo consenso”. Anche dialogando con Giorgio Meloni, “se ci fosse anche l’opposizione sarebbe una cosa molto positiva”. Il giorno dopo l’elezione del capo dello Stato, prosegue Letta, “vanno affrontati temi come la discussione sulla legge elettorale e anche i regolamenti parlamentari”.

Letta parla del campo largo - “una fatica quotidiana” - e di chi lo popola. Dopo il no di Giuseppe Conte all’offerta del Pd di candidarsi al collegio Roma1, “non cambia nulla in prospettiva” sostiene Letta. Sullo sciopero generale indetto dalla Cgil e dalla Uil dice che “non me l’aspettavo ma rispetto l’autonomia sindacale e non voglio mettere becco, non esprimo un giudizio. Io sono favorevole perché ci sia massima la unità possibile tra i confederali e nelle prossime settimane lavorerò per una ricomposizione sindacale”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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