"Non rispetta i principi canadesi", il dibattito sulla foto di Trudeau con il viso dipinto di nero

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di Samantha Beattie ed Emma Paling

TORONTO – La reputazione impeccabile del Primo Ministro Trudeau, come leader dell’inclusività e della multiculturalità, ha subito un duro corpo mercoledì sera, in seguito alla diffusione di una foto razzista che lo ritrae sorridente col volto dipinto di nero e un turbante.

La foto, risalente al 2001, viene dall’annuario di una prestigiosa scuola privata di Vancouver e mostra Trudeau, allora insegnante, con volto e mani dipinti di marrone durante una festa a tema “Le mille e una notte”. Poco dopo, è spuntata fuori un’altra immagine compromettente in cui Trudeau si esibisce nella canzone “Day-O” durante uno spettacolo del liceo, con una parrucca afro e la faccia dipinta di nero.

Inoltre, nelle successive dodici ore, è stato diffuso un video di Trudeau, ancora con il volto nero. Il filmato sgranato, di cui è stata confermata l’autenticità, risale ai primi anni ’90 e mostra Trudeau che agita le braccia in aria col volto scurito dal make-up.

“Si tratta di un comportamento inaccettabile,” ha affermato lo stesso Trudeau giovedì, chiedendo scusa per la seconda volta. “Un comportamento sopportato dalle tantissime, troppe persone, che convivono con una forma di discriminazione – per il colore della loro pelle, per la loro storia, le origini, la lingua o la religione.” “Io, da privilegiato, ne avevo sottovalutato la serietà e sono profondamente dispiaciuto”.

Dopo l’inaspettata bomba, i riflettori sono puntati sul Canada e sulle imminenti elezioni. Inoltre, la notizia ha sconvolto l’opinione pubblica mondiale, mettendo in discussione la reputazione di Trudeau di leader progressista e inclusivo.

“Credo che uno dei motivi di maggiore choc risieda proprio nel fatto che il Canada si fonda da sempre, sia a livello nazionale che individuale, sul concetto del “bravo canadese,” del Canada come una nazione virtuosa,” spiega Kathy Hogarth, canadese di colore, attivista antirazzista e docente presso la...

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