Non riuscendo a trovare lavoro, io e mio marito ci siamo trasferiti nella comunità di pensionati dei miei genitori

Lucy Huber

Questo articolo è stato pubblicato su HuffPostUsa ed è stato tradotto da Milena Sanfilippo

Quando arrivo dopo le nove di sera nel quartiere di pensionati dei miei genitori, non ci sono luci accese. La chiamano "la mezzanotte di Dataw". Poco dopo il tg è ora di spegnere le luci nella zona residenziale circondata da muschio spagnolo su un'isola della Carolina del sud, popolata da anziani dai sessanta in poi.

Non avrei mai immaginato che, a ventinove anni, sarei diventata una di loro.

A mio marito mancava ancora un anno di studi quando ci siamo sposati. In agosto avrebbe terminato il dottorato in biologia chimica per uno dei programmi più validi nella nazione. Anche se l'affitto sarebbe scaduto pochi giorni dopo la laurea, non lo rinnovammo. Eravamo sicuri che avrebbe trovato lavoro entro quella data.

(Lucy Huber)

Dopo dieci anni di studi, faticando per arrivare a fine mese in appartamenti fatiscenti, eravamo pronti a lasciare la nostra cittadina del Midwest e a trasferirci altrove. Dissi al mio capo che me ne sarei andata a luglio.

Agosto era alle porte, ma di offerte di lavoro nemmeno l'ombra. Ben presto, degli estranei stavano visitando il nostro appartamento, chiedendoci a quanto ammontavano le spese per il riscaldamento e se la cucina era in buono stato. E infine, arrivò il momento di fare i bagagli. Ma non avevamo un posto dove andare.

Matt era uno studente, e io avevo lavorato con un contratto di apprendistato per due anni. Trasferirci in una nuova città senza avere un lavoro sarebbe stato quasi impossibile, dato che non potevamo contare sui risparmi. Ci restava solo una scelta: prendere armi, bagagli e gatti e guidare per diciassette ore verso la comunità di pensionati di Dataw Island.

Ci sistemammo nella stanza degli ospiti dei miei genitori, in fondo al corridoio. Eravamo sposati solo da pochi mesi e condividere un letto circondato dalle foto della mia infanzia, attaccato allo studio di mio padre, non era proprio quello che avevo in mente per il nostro...

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