"Non saremo gli utili idioti del governo", avverte Meloni

“Noi fin dall'inizio siamo stati disponibili a collaborare con il governo in un momento di grave emergenza per il Paese. Ma quello che non possiamo e non vogliamo fare è gli utili idioti a vantaggio di chi approfitta del coronavirus per far e passerelle e per vanità politica”.

È chiaro il messaggio di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, che traspare dall'intervista rilasciata al Corriere della Sera. Di fatto si tratta di un atto d'accusa rivolto direttamente al premier, “che si muove come chi voglia utilizzare l'emergenza per farsi una carriera, e questo è intollerabile”, secondo la leader di FdI.

Poi Meloni aggiunge che in qualità di FdI “siamo pronti a dare il nostro contributo” purché si metta fine “al grande caos” perché “il governo parla troppo e fa poco” mentre quel che lei chiede è “responsabilità” offrendo al governo proposte concrete in vista della chiusura delle scuole come, ad esempio, “un congedo parentale al 70% o a un contributo di 500 euro per le babysitter per i nuclei familiari in cui tutti siano occupati con figli sotto i 14 anni, pensiamo alla sospensione e al ricalcolo di tutte le rette scolastiche, al pagamento degli insegnanti a spese dello Stato...”.

Tutte proposte inviate ieri sera alle 19. Poi per Meloni serve anche, parallelamente, “un grande piano europeo, che permetta di sforar e il rapporto deficit/Pil, che renda utilizzabili i fondi europei non spesi” oltre “la sospensione dei mutui per famiglie e aziende delle zone colpite, la cassa integrazione estesa al settore del turismo, un taglio delle tasse generalizzato, l'abolizione di norme che creano ostacoli inutili all'economia, dalle fatture elettroniche alla tracciabilità del contante”, perché secondo Giorgia Meloni “che renda utilizzabili i fondi europei non spesi” oltre alla “sospensione dei mutui per famiglie e aziende delle zone colpite, la cassa integrazione estesa al settore del turismo, un taglio delle tasse generalizzato, l'abolizione di norme che creano ostacoli inutili all'economia, dalle fatture elettroniche alla tracciabilità del contante”. Quindi chiude l'intervista con un messaggio inequivocabile: “Sosterremo le misure se convincenti. Mai il governo”.