Non si ferma la lava alle Canarie. Altre case sepolte, oltre 6mila evacuati

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Il vulcano Cumbre Vieja sull’Isola di Palma, alle Canarie, ha iniziato a eruttare il 19 settembre. In otto giorni, secondo il Dipartimento di Sicurezza Nazionale spagnolo, oltre 190 ettari e 500 case sono state distrutte dalla lava e più di 6 mila persone sono state evacuate. Tra gli edifici sepolti – secondo Efe – ci sono anche la chiesa e il centro sanitario del paese. 

Nelle ultime ore, autorità ed esperti di vulcanologia hanno osservato che il flusso di lava espulsa verso la costa si è ravvivato e ieri sera la colata era già arrivata a 1,6 chilometri dal mare, dopo aver travolto diverse case della località di Todoque. Secondo l’Istituto di Vulcanologia delle Canarie, se la lava raggiungesse il mare porterebbero formarsi “colonne di vapore d’acqua cariche di acido cloridrico” che potrebbero rappresentare un “pericolo locale” per le persone nelle vicinanze. Di fronte a questa possibilità, per precauzione, le autorità locali hanno ordinato alla popolazione di alcuni nuclei urbani situati sulla costa ovest di La Palma di rimanere in casa. 

L’aeroporto di La Palma è tornato operativo, dopo essere stato chiuso per l’accumulo di cenere sprigionata dal vulcano, rimangono però possibili ritardi o cancellazioni di voli.

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato che una delle prime misure sarà l’approvazione in Consiglio di ministri della dichiarazione di La Palma come “zona colpita da catastrofe”, misura che sblocca aiuti fiscali e di altra natura, per venire incontro alle esigenze delle persone rimaste senza casa. 

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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