Non solo guerra in Ucraina. I prezzi dell'energia frutto di speculazione

Ormai sempre più analisti sono convinti che l'aumento dei prezzi dell'energia non sia solo risultato della guerra in Ucraina, ma anche frutto di speculazione.

Quali che siano i motivi però la gente normale è strangolata dai costi e chiede interventi. Alcuni cercano di usare l'umorismo per mostrare la loro rabbia.

Così Laura Ramoni, titolare del Big Mamy Bar: "Ho deciso di esporre questo manichino appeso in vetrina dopo l'arrivo del conto, un conto che ammontava a circa 2500 euro, quindi mi è sembrato di essere impiccata ed ho pensato di appendere questo manichino ed esporlo in vetrina. Anche perché ho dovuto aumentare il prezzo dei caffè. L'ho fatto per far capire, perché qualcuno si è lamentato e mi ha detto "come il caffè costa 10 centesimi in più". La gente deve capire anche che stiamo davvero crollando, non abbiamo mai attraversato un periodo peggiore di questo".

In vista delle politiche incombenti però, i partiti sembrano voler evitare un tema che può afr perdere voti.. Nathalie Tocci spiega come questo tema sia il convitato di pietra della contesa elettorale: "Le differenze (nei candidati) in termini di tipo di soluzioni che potremmo avere a questi problemi energetici ed economici non sono così enormi semplicemente perché il margine di manovra, che tu sia di sinistra o da destra, è in realtà molto limitato e quindi non si può avere una buona discussione su questi problemi.

Tutti concordano sul fatto che, ad esempio, dovrebbe esserci un tetto europeo sui prezzi dell'energia. Quindi forse ci possono essere sfumature, differenze su come e quali prezzi dovrebbero essere fissati, ma nessuno è in disaccordo. Quindi nella dinamica conflittuale di una campagna, tutti preferirebbero non parlarne. Ma come ho detto è quello di cui alla fine tutti sono costretti a parlare dato il contesto".