Non sono leggi o norme, ma solo inviti a seguire comportamenti responsabili

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fortemente raccomandato significato dpcm
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Il governo ha varato un nuovo Dpcm che sarà in vigore fino al prossimo 24 novembre nel quale, oltre alle note misure in termini di chiusura per le attività commerciali, ha inserito una serie di comportamenti fortemente raccomandati. La dicitura, che fa infuriare i giuristi e un po’ meno i portatori sani di buon senso, ha un significato lato per i cittadini, invitandoli ad avere un metodologia di movimento e azione orientata alla responsabilità collettiva in un periodo così difficile per il paese. Il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa ha ammesso che al governo non piaccia la parola coprifuoco e che per questo nessuno sarà obbligato a tornare a casa (salvo diverse decisioni delle regioni) entro un orario stabilito. La libertà di movimento è dunque concessa, ma allo stesso tempo sconsigliata. Non si può altresì non notare che con bar e ristoranti chiusi dalle 18, feste private vietate, divieto di consumare cibi e bevande in strada dopo le 18 e cinema e teatri con attività completamente sospesa è quasi automatico rimanere a casa. Da fortemente raccomandato il focus si sposta dunque a fortemente auto indotto in una sorta di lockdown psicosomatico.

Fortemente raccomandato, significato nel dpcm

Nel Dpcm sono molte le diciture fortemente raccomandate. Ricordiamo che queste, in quanto raccomandazioni, non sono perseguibili per legge, ma hanno solo il fine ultimo di andare a sensibilizzare il buon senso personale e civico delle persone. La speranza, più volte manifestata anche da diversi esponenti del mondo scientifico e della politica, è che non si renda più necessario dire dettagliatamente i comportamenti corretti da seguire, ma che, dopo quasi un anno di pandemia, i cittadini possano aver acquisito la giusta metodologia comportamentale per poter gestire la situazione anche in maniera autonoma.

Tutte le forti raccomandazioni del Dpcm

Tra le forti raccomandazioni del nuovo dpcm c’è l’invito a limitare gli spostamenti. Non c’è dunque il noto divieto di allontanarsi dal proprio comune o Regione di residenza che aveva contraddistinto la prima fase dell’emergenza. “Si raccomanda fortemente di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

C’è poi l’invito a non incontrare nelle abitazioni private più persone non conviventi. Conte ha detto più volte che lo Stato non entrerà nelle case dei liberi cittadini a controllare, ma la speranza è che la misura venga applicata non perchè suggerita da una legge, ma perchè spinta dalla volontà di fermare il contagio e proteggere se stessi e i propri cari. Nel nuovo dpcm la raccomandazione è stata inoltre inasprita andando ad omettere il numero massimo di 6 persone che erano invece indicate nel predente decreto. Nel testo si legge: “Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”.

Capitolo importante anche per le raccomandazioni in tema di lavoro e smart working. Il governo non ha fissato per i privati l’obbligo di ricorrere al lavoro agile, ma lo ha solo indicato come una strada corretta per poter arginare il contagio e ridurre l’impatto della pandemia sul proprio ufficio o azienda. “Viene incentivato il lavoro agile con le modalità stabilite da uno o più decreti”, si legge nell’attuale dpcm. Per le aziende della Pa lo smart working è almeno al 50%, mentre, come detto, nessun obbligo è previsto per il settore privato.