"Non sono un violento, non mi volevano dire cosa mi iniettavano"

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Una delle porte del pronto soccorso del policlinico Umberto I dove la notte scorsa alcuni manifestanti No Vax hanno danneggiato alcune porte e stanze, Roma 10 ottobre 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI (Photo: FABIO FRUSTACIANSA)
Una delle porte del pronto soccorso del policlinico Umberto I dove la notte scorsa alcuni manifestanti No Vax hanno danneggiato alcune porte e stanze, Roma 10 ottobre 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI (Photo: FABIO FRUSTACIANSA)

Paolo, ha 50 anni, una moglie e tre figli, l’uomo che nella notte tra sabato e domenica avrebbe aggredito tre infermieri e due poliziotti ingenerando l’assalto al pronto soccorso del Policlinico Umberto I da parte di una trentina di partecipanti alla manifestazione No Pass. La sua storia la racconta Repubblica Roma:

“In ambulanza mi hanno iniettato un liquido senza dirmi cos’era, in ospedale mi hanno chiuso in una stanza video sorvegliata, mi hanno deriso e preso a calci. Si sono rifiutati di visitarmi solo perché non volevo sottopormi al tampone e avevo chiesto che mi fosse fatto un test sierologico. Ho le prove di tutto questo”.

L’uomo sostiene di essere stato colpito dalla polizia in largo Chigi, ma le immagini della Scientifica raccontano una storia diversa, fatta di “comportamenti provocatori” e “resistenza”.

Leggi l’intero articolo su Repubblica Roma.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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