Non va a lavoro dopo la morte del cane, il capo la licenzia

Beautiful yorkshire terrier playing with a ball on a grass

Si era presa un giorno di riposo per riprendersi dalla morte della sua amatissima cagnolina Millie, ma il capo del fast food per il quale lavorava ha deciso di licenziarla.

A rendere nota la scelta, che sui social ha creato scalpore, è stata la stessa ragazza, Emma McNulty, che tramite la piattaforma Change.org ha avviato una petizione per chiedere che la legge sul congedo per lutto sia estesa anche per la perdita di animali domestici. “Un animale domestico ha la stessa importanza di un membro della famiglia umana, è giunto il tempo che le aziende capiscano”, le parole della 18enne scozzese che sconvolta dalla morte dell’amica a quattro zampe non ha trovato nel capo comprensione.

La petizione, arrivata a più di 10mila firme, ha trovato l’appoggio della rete in pochissime ore. Intervistata dal Daily Telegraph Emma ha spiegato quanto Millie fosse importante per lei: “Aveva 14 anni, io ne ho 18, quindi non ricordo un periodo della mia vita senza lei. Dopo la sua morte ho avvisato il mio manager che non potevo presentarmi a lavoro perché troppo devastata. Invece di mostrarmi compassione e partecipazione come prevede il contratto, il mio datore di lavoro mi ha inviato diversi messaggi negativi ordinandomi di coprire il turno in quanto la legge non concede congedo per lutto per gli animali domestici”.

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