No vax, bambini e Omicron. Guida al cenone di Natale sicuro

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Christmas Day in chaotic family living room  (toned Polaroid B&W) (Photo: Frank Herholdt via Getty Images)
Christmas Day in chaotic family living room (toned Polaroid B&W) (Photo: Frank Herholdt via Getty Images)

“A Natale tutti insieme solo se vaccinati”: parola di Fabio Ciciliano, membro del Comitato tecnico scientifico. E gli altri? “Il buon senso e il rispetto a casa possono sicuramente essere sufficienti per trascorrere in sicurezza le serate. Io so tra i miei amici chi è vaccinato e chi no. Proprio per tutelarli, farò gli auguri per telefono a chi non lo è”, aggiunge l’esperto al Corriere.

Un invito alla cautela, in un momento in cui molte persone stanno cercando di conciliare la necessità di proteggersi dal Covid col desiderio di non rinunciare alla vicinanza di persone care e amici. Proprio come ricorda Ciciliano, un approfondimento di The Atlantic sottolinea che la situazione ideale è quella in cui tutti i partecipanti ai festeggiamenti natalizi sono completamente vaccinati o hanno già ricevuto anche la terza dose. “In quel caso nessuno degli invitati sarà a rischio di decorso grave della malattia e tutti potranno festeggiare con cauto ottimismo”, afferma Rachael Piltch-Loeb, ricercatrice presso la Harvard TH Chan School of Public Health.

Ma, si sa, spesso le situazioni reali si discostano dall’ideale e molte possono essere le variabili di cui tenere conto. Così The Atlantic, per aiutare i lettori a comprendere meglio i rischi e a trascorrere vacanze in sicurezza, ha immaginato e analizzato con gli scienziati una riunione di famiglia con un adulto non vaccinato, più adulti non vaccinati e bambini non vaccinati o semi-vaccinati, calcolando probabilità di contagio e decorso grave della malattia.

Esempio 1: a cena con un solo invitato non vaccinato

Immaginiamo che alla cena ci sia un solo adulto non vaccinato: una cugina di nome Paula. “Lei ha circa tre volte più probabilità di infettarsi rispetto agli altri invitati. L’esatto rischio di contagio di Paula dipende da quanto sta circolando il Covid nella sua comunità, dalla possibilità che i vaccinati presenti possano essere infetti, dal fatto che tutti indossino la mascherina in casa e dall’aerazione degli ambienti. Se Paula contrae il virus, il suo rischio di ospedalizzazione è circa il doppio e quello di morte è sette volte più alto rispetto a se avesse ricevuto il vaccino”, si legge sulla testata.

Qual è la probabilità che Paula contagi gli altri invitati? La ricercatrice Piltch-Loeb risponde affermando che il rischio dipende da più di un fattore: dal comportamento della donna prima di partecipare alla cena, dalle precauzioni che l’intero gruppo prende e dalla comunità di appartenenza. “Se Paula è risultata negativa al tampone prima della festa e vive in una comunità con una trasmissione relativamente bassa, il ruolo degli altri partecipanti non sarà così significativo”, afferma l’esperta. Ma va tenuto conto che in questo momento i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) classificano la trasmissione significativa o alta in oltre il 90% delle contee americane.

Esempio 2: cena con più invitati non vaccinati

Oltre a Paula, alla cena di Natale potrebbero esserci altri invitati non vaccinati. A questo punto il rischio aumenterebbe: Jennifer Beam Dowd, docente in Demografia e Salute della popolazione presso l’Università di Oxford interpellata da The Atlantic, afferma che attualmente ogni giorno circa una persona su 100 in una comunità risulta positiva. In questo scenario “un ospite non vaccinato equivale a un rischio di esposizione al virus dell′1%, due ospiti non vaccinati al 2%, e così via. In altre parole, quando in una comunità i contagi sono in rialzo, ogni invitato non vaccinato in più aumenta il rischio collettivo”.

Esempio 3: cene con bambini

La dinamica si complica quando alle riunioni di famiglia sono presenti i bambini. In Italia le vaccinazioni per la fascia 5-11 anni sono iniziate soltanto questa settimana, con la somministrazione ai piccoli pazienti di 1/3 della dose destinata agli adulti (10 mg contro 30 mg), in 2 dosi a distanza di 3 settimane (21 giorni) l’una dall’altra. Questo vuol dire che i giovanissimi italiani completamente immunizzati (con prima e seconda dose) entro la Vigilia di Natale saranno soltanto quelli della fascia 12-19 anni (su una platea di oltre 4 milioni e 600 mila ragazzi, il 75,58% ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 71,46% ha completato il ciclo vaccinale), per cui il via libera all’immunizzazione è arrivato ormai da mesi.

Per proteggere i bambini non vaccinati e semi-vaccinati durante le vacanze, consiglia The Atlantic, sarebbe bene tenerli a distanza dagli adulti non immunizzati, soprattutto nelle aree dove è maggiore la circolazione del virus. “Le cene di Natale più sicure per i piccoli sono quelle dove tutti gli invitati hanno ricevuto il vaccino. Inoltre non conosciamo ancora con certezza il livello di rischio della variante Omicron sulla popolazione pediatrica. Nelle ultime settimane il numero di giovani pazienti risultati positivi al coronavirus negli ospedali sudafricani è aumentato, ma la scorsa settimana i medici hanno sottolineato al New York Times di non aver avuto un picco di bambini ricoverati per Covid e che pochi avuto bisogno di ossigeno”, riporta la testata americana.

I bambini non immunizzati, a loro volta, potrebbero rappresentare un pericolo per coloro che li circondano, soprattutto per i nonni e per i soggetti fragili. Per questo gli esperti raccomandano di limitare il tempo che i piccoli trascorrono con i famigliari più vulnerabili.

Al di là della vaccinazione: cautele e tamponi pre-festività, mascherine e aereazione degli ambienti

La vaccinazione rimane il modo migliore per proteggere se stessi e le persone care, ma non è l’unico. Chiunque decida di partecipare a una cena o a una riunione di famiglia, che sia vaccinato o meno, può sottoporsi a un test Covid prima di ritrovarsi coi propri cari. “Specialmente i non vaccinati, come la cugina Paula, dovrebbero preferire un tampone molecolare, che impiega più tempo a fornire i risultati ma è più affidabile di quello rapido”, sottolinea a The Atlantic Larry Corey, virologo del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle.

Oltre ai test, gli esperti consigliano di prestare particolare attenzione alla possibile esposizione al virus nella settimana che precede le vacanze. È bene evitare assembramenti e spazi interni affollati, indossando sempre accuratamente la mascherina quando non è possibile evitarli.

Nel corso delle cene e delle riunioni di famiglia al chiuso è bene adottare cautele aggiuntive come l’apertura di porte e finestre per il ricambio d’aria. Inoltre viene consigliato di indossare la mascherina quando non si sta mangiando.

Il monito degli esperti italiani: “Rischio picco di contagi dopo le Feste, non abbassare la guardia”

“Ci sono tutti i segnali per temere un’ondata di infezioni da Sars-CoV-2 dopo le vacanze” di Natale. Ondata “che interesserà principalmente le persone non vaccinate, ma purtroppo anche un certo numero di persone vaccinate che non hanno risposto adeguatamente al vaccino per cui le loro difese, in determinate circostanze, non sono state sufficienti per evitare il contagio”. Lo dice all’Adnkronos Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano.

“Varie agenzie internazionali, in testa l’Oms, ma anche l’Ecdc - sottolinea l’esperto - si sono chiaramente espresse sul fatto che si attendono momenti non particolarmente felici dal punto di vista della pandemia. E anche il nostro Governo non può che adeguarsi alla necessità di contenere il rischio”.

Il picco dei contagi Covid di questa quarta ondata “si avrà con la riapertura delle scuole, nelle settimane successive al rientro dopo Natale”, è invece la previsione che fa all’Adnkronos il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. “Un po’ come per la stagione influenzale per cui ho sempre detto - ricorda l’esperto - che viaggi, baci e abbracci sono un rischio, anche per il Covid il periodo delle festività diventa il momento buono per diffondere il virus”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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