Nonna uccisa da nipote, la testimone: “Le sbatteva la testa sull’auto”

nonna uccisa da nipote

Mercoledì scorso intorno alle ore 21 si è consumata una tragedia: una nonna è stata uccisa da suo nipote a Ferrara. Da quanto si apprende i due avrebbero avuto un litigio, al culmine del quale si sarebbe consumato il femminicidio. La vittima è Maria Luisa Silvestri, di 71 anni, l’autore del delitto, Pierpaolo Alessio, invece, ne ha solo 22. Angelica, una testimone, ricorda la scena avvenuta vicino alla stazione ferroviaria. “Non riuscivo a credere ai miei occhi: una testa bianca che veniva sbattuta con violenza su un’auto” ha raccontato a Il Resto del Carlino, edizione di Ferrara.

Nonna uccisa da nipote, la testimone

Il racconto di Angelica è straziante: una nonna uccisa dal nipote vicino alla stazione ferroviaria di Ferrara. “Riuscivo solo capire che si trattava di un ragazzo e di una persona anziana“. Lui aveva 22 anni, la vittima 71. “Erano fuori dall’auto e lui l’afferrava per i capelli e poi le sbatteva la testa sulla vettura. Non riuscivo a crederci, ho suonato il clacson, ho sfanalato”. Era una scena terribile. “Non nascondo che ero spaventata – ha proseguito Angelica -. Da sola non potevo fare niente, allora ho chiamato mio cognato (un carabiniere, ndr) perché vive lì vicino, gli ho detto di scendere per fare qualcosa e nel frattempo ho cercato di memorizzare la targa e di non perdere di vista l’auto – continua a raccontare Angelica – anche se ho dovuto fare inversione per tornare in quel punto. Quando sono arrivata mio cognato era sceso, ma i due non c’erano più”. Si erano spostati su via Marconi, dove a breve si sarebbe concluso il femminicidio.

“Il ragazzo continuava a picchiarla – riprende Angelica –. Le sbatteva la tesa sul volante e poi pugni. Mio cognato ha cercato di bloccarlo, ma faceva resistenza”. Maria Luisa ha perso i sensi, poi è deceduta.

L’indifferenza della gente

Nel tentativo di chiedere aiuto ai passanti, la donna veniva presa per pazza. Poi, finalmente Imed si ferma: “Mi sono subito occupato del ragazzo – racconta Imed – Gli ho detto di stare calmo che tanto non l’avrei mollato. Lui urlava, non smetteva di gridare. Voleva scappare. A un certo punto, non riuscendo a divincolarsi, ha preso il suo cellulare e me lo ha mostrato dicendomi ‘Tieni, prendi questo e lasciami andare’. Era completamente fuori di sé, ma io so come agire in queste situazioni e poi non potevo assistere senza fare niente”.

Nonostante il tragico delitto, ciò che più ha sconvolto i due testimoni è stata l’indifferenza della gente. “Siamo rimasti sconvolti anche da come molti automobilisti siano passati oltre – hanno riferito -. Senza fermarsi ad aiutare. Anzi qualcuno si è lamentato anche perché intralciavamo il traffico”.