Nonostante politica Zero Covid, crescono i contagi in Cina

Image from askanews web site
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Roma, 9 nov. (askanews) - La politica Zero Covid del governo cinese, incentrata su tamponi e lockdown di massa, non sembra funzionare. Nella Repubblica popolare sembra essere arrivata una nuova ondata di contagi innescati dalle nuove varianti di Omicron.

Secondo quanto ha segnalato oggi il governo, nel paese ci sono state oltre 8mila infezioni locali, circa 700 più di ieri. Non sembrano numeri eccezionalmente alti, rispetto ad altri paese. Tuttavia la rigida strategia di eradicazione del virus imposta dal presidente Xi Jinping fa sì che anche numeri modesti portino a dure quarantene per milioni di persone.

In particolare, gli occhi sono puntate sulla città meridionale di Guangzhou, una megalopoli da 18 milioni di abitanti. Lì continuano ad aumentare i casi, oggi ce ne sono stati 2.637 di nuovi, e le autorità stanno reagendo con lockdown in alcune zone della città, chiudendo in strutture centralizzate di quarantena decine di migliaia di persone e mettendo in didattica a distanza le scuole elementari.

Anche nella capitale, Pechino, si cominciano a segnalare nuovi casi. Tra sintomatici e asintomatici, oggi ce ne sono stati un'ottantina, che sono un numero abbastanza irrilevante in una megalppoli come quella, ma che rischia di far partire restrizioni. Ancor più a rischio appare essere la situazione di Urumqi, il capoluogo della provincia occidentale di Xinjiang, dove oggi sono stati rilevati poco meno di 700 casi tra sintomatici e asintomatici.

La strategia Zero Covid è oggetto di una sempre meno silenziosa critica. I lockdown di massa e prolungati danneggiano fortemente l'attività economica e mettono la cittadinanza in difficoltà. Recentemente la morte di un bambino di 3 anni in un'area posta in lockdown è stata attribuita alle restrizioni Covid e questo ha provocato sdegno tra gli internauti cinesi.