Nord Irlanda, settima notte di proteste: scontri e violenze

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Belfast, 9 apr. (askanews) – Sembrano immagini uscite dagli anni ’80, ma gli scontri tra polizia e manifestanti sono quelli della settima notte di fila di proteste a Belfast, in Irlanda del Nord. Pietre, proiettili e bottiglie molotov sono stati lanciati contro le forze dell’ordine che hanno risposto usando gli idranti contro i manifestanti dopo gli scontri di mercoledì notte, definiti dalla polizia i più violenti da anni.

Il bilancio dell’escalation di violenze nel Nord Irlanda tra protestanti e cattolici con scontri a Belfast e in diverse città, è di oltre 50 poliziotti feriti e 10 fermi.

Il premier britannico Boris Johnson e l’omologo irlandese Michel Martin hanno lanciato un appello alla calma rimasto inascoltato.

La pace sancita con gli accordi di Venerdì Santo del 1998 che misero fine a decenni di ‘troubles’ con oltre 3.000 morti, ora è a rischio. A soffiare sul fuoco del rancore la nuova intesa commerciale che ha imposto controlli doganali e di frontiera su alcune merci che si muovono tra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito. Si tratta dunque di problemi legati alla Brexit e alla cattiva gestione della transizione. L’accordo è stato pensato per evitare controlli tra l’Irlanda del Nord e l’Irlanda, membro dell’Ue, perché un confine irlandese aperto è considerato fondamentale per il processo di pace. Le nuove regole commerciali non piacciono soprattutto agli unionisti che hanno alterato il già precario equilibrio nella ripartizione del potere tra cattolici e protestanti a Belfast.