Nord Stream 1, Cremlino incolpa Europa, dice che sanzioni ostacolano manutenzione

Il logo Gazprom presso la sede di San Pietroburgo, in Russia

Il Cremlino punta il dito contro i politici europei per la chiusura del gasdotto Nord Stream 1, una delle principali fonti di approvvigionamento di gas russo per l'Europa occidentale, affermando che le sanzioni economiche alla Russia hanno ostacolato la manutenzione da parte di Gazprom.

Gazprom ha annunciato venerdì la chiusura a tempo indeterminato di Nord Stream 1, provocando uno shock per i clienti che si aspettavano che il gasdotto riaprisse sabato dopo tre giorni di lavori di manutenzione.

L'annuncio di Mosca è arrivato a ridosso di un accordo tra i Paesi del G7 per cercare modi per limitare i prezzi pagati per le esportazioni di petrolio russo e ha sollevato il timore che alcune parti dell'Europa possano essere costrette a razionare l'energia.

"Se gli europei prendono una decisione assolutamente assurda di rifiutarsi di riparare la loro attrezzatura, o meglio, l'attrezzatura che appartiene a Gazprom, ma che sono contrattualmente obbligati a riparare, non è colpa di Gazprom", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un'intervista alla televisione di stato russa, secondo l'agenzia di stampa Interfax.

"E' colpa di quei politici che hanno preso decisioni sulle sanzioni".

Venerdì Gazprom ha detto di non poter più fornire tempistiche per la ripresa delle consegne dopo aver riscontrato una perdita, segno che una delle turbine non può funzionare in sicurezza.

Il vice primo ministro Alexander Novak ha detto alla televisione di stato russa che, affinché le apparecchiature possano continuare a funzionare, Siemens Energy deve rispettare i termini del contratto di manutenzione della turbina.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Sabina Suzzi)