Egoista o no? Milano divide. Lite tra il ministro Provenzano e i leghisti

Pietro Salvatori

“Non è detto che oggi qui dobbiamo litigare”. E invece alla fine così è andata. È strano vedere Giuseppe Provenzano, siciliano e ministro per il Sud, attorniato da Attilio Fontana e Giovanni Toti, governatori nordisti del centrodestra. “Il Sud attiva il 15% del Pil del Nord - tende la mano il giovane ministro - Siamo in un momento in cui gli investimenti nel Sud sono i più bassi della storia repubblicana. E al Nord non siamo messi molto meglio”. Il presidente della Liguria scuote la testa, quello della Lombardia mostra insofferenza. La cornice è “Metamorfosi”, il convegno organizzato da Huffpost alla Fondazione Feltrinelli a Milano.

Ma è nulla rispetto alla polemica sulla città che il ministro scatenerà di lì a poco. “Tutti decantiamo Milano, ma non è la prima volta nella storia d’Italia che è un riferimento nazionale. A differenza di un tempo, però, oggi questa città attrae ma non restituisce quasi più nulla di quello che attrae. Intorno ad essa si è scavato un fossato: la sua centralità, importanza, modernità e la sua capacità di essere protagonista delle relazioni e interconnessioni internazionali non restituisce quasi niente all’Italia. E’ la sfida che dovremo provare a cogliere”, dice il ministro. Nell’arco di pochi minuti, viene attaccato dal sindaco di Milano Beppe Sala, anche lui ospite del Convegno Metamorfosi, e dalla Lega. 

Milano “restituisce nella misura in cui ci viene chiesto e nella misura in cui veniamo messi in condizione di farlo. Per esempio, le ex municipalizzate milanesi sono un esempio di buona gestione. Vogliamo trovare una formula per cui allargano il loro raggio di azione anche altrove? Parliamone”. E’ la dura replica del sindaco di Milano Sala, al ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano.

“Ma perchè questo governo si umilia e continua a fare figuracce mandando in giro personaggi improbabili, e impreparati, come il ministro Provenzano, che oggi viene a Milano a dire, testualmente, che...

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