Nordcorea, in Giappone politici temono ondata di profughi

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Roma, 23 set. (askanews) - E se scoppiasse un vero e proprio conflitto, con un'ondata di profughi? La tensione attorno ai programmi nucleare e missilistico nordcoreani spaventa il Giappone e i leader del paese cominciano a chiedersi come affrontare un eventuale afflusso di gente che scappa dal paese di Kim Jong Un. L'ha fatto oggi quello che è il numero due del governo Abe, l'ex premier e attuale vicepremier Taro Aso, in particolare: un uomo chiave nelle stanze del potere a Tokyo, ma anche un politico che talvolta fa gaffe.

"Se fossero profughi militari? Li affrontiamo con la polizia, li mettiamo sotto controllo con le forze di autodifesa? Spariamo loro?" si è chiesto Aso in un discorso, secondo quanto riporta l'Asahi shimbun. "Dobbiamo riflettere seriamente", ha continuato il numero due dell'esecutivo nipponico.

Aso ha fatto l'esempio dell'ondata di profughi dalla Siria e dall'Iraq. "Da lì verranno profughi verso il Giappone. Partiranno certamente su barche inadeguate, andando alla deriva. Se ne arrivassero 100mila, dove li sistemeremmo)" si è chiesto ancora. "Potrebbero anche essere ex soldati".

La dichiarazione di Aso pone un serio problema anche in relazione all'ultilizzo delle stesse Forze di autodifesa che, costituzionalmente, possono essere usate esclusivamente in caso di attacco nei confronti del Giappone, non per reprimere ondate di profughi.

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