A notarli due cittadini che ritengono si tratti di resti estumulati per scadenza dei termini

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Un'immagine di Azzano Decimo
Un'immagine di Azzano Decimo

Resti umani ad Azzano Decimo accatastati in sacchi neri in un magazzino del cimitero del paese in provincia di Pordenone. La notizia l’hanno data due cittadini, marito e moglie, che hanno scattato delle foto e ritengono si tratti di resti estumulati per scadenza dei termini di legge. Si tratterebbe ad ogni modo di un vero cumulo di sacchi neri da 50 e 100 litri, del tipo usato per buttare la spazzatura, riempiti e accatastati in un magazzino del cimitero cittadino. Ma c’è di più: i sacchi sarebbero catalogati un’etichetta con un nome, un cognome e un codice identificativo. I due cittadini hanno girato le loro perplessità al Gazzettino dichiarando: “Vederli ci ha molto colpiti. Li abbiamo notati da una finestra esterna del cimitero, accatastati uno sopra l’altro. Un’immagine che ci ha sconvolti”. Un anno fa un caso simile si era verificato perfino a Roma.

Ad Azzano Decimo resti umani accatastati: la ricerca

A quel punto la coppia di cittadini ha scattato delle foto dei (presunti) resti umani chiusi nei sacchi della spazzatura e degli attrezzi da lavoro. “L’esumazione richiede comunque una degna sepoltura per legge. Probabilmente anche in fossa comune se non ci sono parenti che possono prendere delle decisioni in merito. Di sicuro non è contemplato un tale abbandono”. Secondo quanto riporta la coppia il sito del comune non dà menzione alcuna di estumulazioni in corso, ma l’Albo Pretorio non sarebbe consultabile a ritroso. Sta di fatto che, legittimità o meno, i due sono certi: “Sicuramente i resti delle persone decedute e riesumate sono lì da tempo e quel magazzino è diventata un’area di deposito salme. Ci auguriamo che quei sacchi siano di materiale idoneo e non sacchi della spazzatura”.

“Immagini che provocano dolore”

Poi la chiosa che ricorda quanto accaduto ma per eventi decisamente più “dinamici e naturali” a Camogli: “Sono immagini che possono provocare grande dolore in chi ha perso i propri cari. Pensare che in quei sacchi accatastati uno sopra l’altro possano esserci i resti di un defunto, magari di tuo padre o di tua madre, è davvero doloroso. Dovrebbe esserci almeno l’accortezza di chiudere la finestra per non far vedere quel triste spettacolo”.