Nottoli: Lega ha seminato odio in Emilia, ma c'è stata reazione

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Casalecchio di Reno, 27 gen. (askanews) - La Lega di Salvini ha voluto far credere che l'Emilia-Romagna fosse la "fine del mondo" invece "c'è stata una reazione da parte dei cittadini che ha capovolto i termini". Con la voce pacata di uno di quelli convinti che "Bonaccini avrebbe vinto", Sergio Nottoli, volontario da una vita e colonna portante della Casa dei popoli di Casalecchio di Reno, sede del comitato elettorale di Stefano Bonaccini, commenta così la vittoria del centrosinistra alle regionali del 26 gennaio.

"Io sono sempre stato convinto che Bonaccini sarebbe rimasto il presidente dell'Emilia-Romagna - ha spiegato Nottoli, 90 anni, responsabile della 'logistica' della Casa dei popoli del comune bolognese -. Ieri ho aperto una bottiglia di spumante alle 4 e mezza del pomeriggio. Perché ero convinto che" avrebbe vinto. "Loro", quelli della Lega, "hanno fatto un errore: sembrava che l'Emilia fosse la fine del mondo e invece c'è stata una reazione da parte dei cittadini che ha capovolto i termini. Loro pensavano che il voto delle elezioni europee", dove la Lega era avanti di 7 punti, si sarebbe replicato. "Invece c'è stata una reazione".

L'esperienza più brutta di questa campagna elettorale, vista da un volontario storico di sinistra, è stato l'odio da parte degli avversari: "Hanno seminato del rancore e dell'odio in mezzo alla gente. Io sono nato nel 1930, ho vissuto la Guerra, ho visto delle cose immense. Quando sento Salvini parlare dell'immigrazione mi viene mal di stomaco, perché ritengo che questa gente scappi giustamente da una guerra. E la guerra è una brutta cosa per chi l'ha vissuta. Chi non l'ha vissuta e lo sente solo dire è un conto, ma viverla è un altro discorso".

Determinante in contributo del movimento delle Sardine per riportare gli emiliano-romagnoli ai seggi: "Le Sardine hanno finalmente scoperto che dopo dieci anni si può tornare nelle piazze. E questa cosa deve insegnare anche al Pd", ha aggiunto Nottoli, per il quale la proposta di Zingaretti di cambiare nome al Pd e di unire tutta la sinistra deve essere l'obiettivo: perché la sinistra divisa perde, la sinistra unita vince".