"NoVax vs UltraVax: la crisi della ragione è trasversale"

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- (Photo: getty - ansa)
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“Dobbiamo augurarci che le vaccinazioni, la terza dose e il Green pass allentino la pressione del Covid, abbassando la temperatura della società e della radicalità del conflitto tra No Vax e Pro Vax. Al momento, lo scontro non sembra mediabile attraverso il dialogo e la razionalità: da un lato c’è uno zoccolo duro irrazionale e non convincibile, dall’altro un’intolleranza, per certi versi deprecabile, che sta crescendo”. A parlare all’HuffPost è Marco Revelli, storico, sociologo, politologo, intellettuale di sinistra, docente all’Università del Piemonte Orientale.

Sulla frattura creatasi nella società e gli scenari futuri, Revelli afferma che “se il virus mollasse la presa potremmo rientrare in un contesto discorsivo, altrimenti temo un irrigidimento delle misure da parte delle autorità e un peggioramento della ribellione degli irriducibili. Le strade delle nostre città potrebbero trasformarsi in palcoscenici di un conflitto permanente. Lo scontro si sta polarizzando in maniera così marcata perché non ha a che vedere con la sola opinione, bensì con la biopolitica. Ovvero con questioni biologicamente vitali, con la sopravvivenza delle persone”.

Professore, oggi Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, ha invocato sul Corriere “leggi speciali come ai tempi delle Br” per le manifestazioni No Green Pass. “A mali estremi, estremi rimedi”, ha detto. Che ne pensa?
“In questo caso direi che chi semina vento raccoglie tempesta. Il primo cittadino di Trieste appartiene a quella destra che a lungo ha flirtato con le aree prima ostili alle chiusure e poi al Green pass. Il fatto che ora invochi misure da guerra civile mi sembra quantomeno fuori dalle righe”.

Intanto No Vax e No Pass continuano a riempire le piazze italiane.
“Con loro il dialogo è impossibile: l’uso della razionalità e la logica generalmente condivisa falliscono. Questo accade perché destituiscono di valore i numeri, i nessi logici e le affermazioni scientifiche senza badare ad alcuna evidenza empirica ma sulla base di un mero principio di diffidenza. Se sostengono che tutti i dati sono falsificati e che tutte le autorità mediche non sono credibili e ad essi preferiscono l’evocazione di ‘elementi magici’ o di guru discutibili, non si può sperare di arrivare a un punto di mediazione”.

Non mancano esempi estremi sul fronte opposto. Per esempio, il governo di Singapore ha annunciato che non pagherà più le cure mediche a chi non si vaccina per scelta.
“Si tratta di aberrazioni. E sono la dimostrazione che la crisi della ragione rischia di essere trasversale, coinvolgendo sia un estremo che l’altro. Vediamo che da una parte c’è chi definisce schiavi e massa di ‘utili idioti’ venduti al sistema tutti coloro che si vaccinano, dall’altra c’è chi pensa che sia ammissibile cacciare da un pronto soccorso una persona bisognosa di cure. Tutto questo si sta verificando perché la pandemia ha toccato i nervi scoperti della nostra società”.

Ci spieghi.
“Siamo stati traumatizzati dalla scoperta che scienza e tecnologia non erano onnipotenti. Dopo due anni di pandemia, le società altamente tecnologizzate hanno dovuto accettare di essere ancora vulnerabili di fronte alle nuove ondate del virus. A questo si aggiunge il fatto che, ormai da anni, il mondo vive la crisi dell’autorevolezza e della diffidenza verso tutte le élite: da quelle politiche, passando per quelle culturali, fino a quelle scientifiche. Ogni sicurezza è caduta. Nella nuova epistemologia, nulla è vero. E se nulla è vero, ognuno costruisce la propria verità e la erige a legge di comportamento”.

Come accade per i No Vax.
“Esattamente. Il proprio pensiero e il proprio desiderio si tramutano in totale assenza di responsabilità nei confronti degli altri, in noncuranza rispetto al rischio di contagiare il proprio vicino di casa o il proprio parente. ‘Il corpo è mio e ne faccio ciò che voglio’, nella forma più devastante, in base a un narcisismo autoreferenziale ed egoistico. Si tratta dunque di un individuo che non riesce a riconoscere l’altro e le sue ragioni”.

Essendo la crisi della ragione trasversale, si tratta di una mancanza di riconoscimento verso l’Altro che coinvolge anche le forme di estremismo Pro Vax?
“È la crisi della modernità. La stessa di cui quattro secoli fa aveva già parlato Hobbes spiegando che quando qualcuno pretende di esercitare lo ius in omnia (“diritto su tutte le cose”), il risultato non può che essere la guerra di tutti contro tutti. Ognuno, preso dal desiderio di espandere all’infinito il proprio io, finisce per entrare in conflitto con chiunque gli sta attorno. Noi assistiamo esattamente a questo paradigma, associato alla disillusione di una società stanca di anni di bugie, ordite dalla finanza e dalla politica. La tragedia è che oggi vediamo i frutti di tutto questo sul terreno biopolitico, dove in gioco c’è la sopravvivenza delle persone: se si sbaglia bersaglio, è la catastrofe”.

Intanto in Austria si sceglie il lockdown per i non vaccinati. Che ne pensa?
“L’Austria ha risposto con la logica del pendolo tra estremi di cui parlavamo prima. Si tratta di una misura discriminatoria. Ben più radicale del Green pass e dell’obbligatorietà vaccinale. Equivale a disporre i domiciliari per una parte riottosa di popolazione senza nemmeno il giudizio di un giudice. In un Paese che fino a ieri ha esagerato sul versante opposto, dell’assenza di misure di contenimento del contagio”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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