Numeri identificativi per gli agenti: la proposta del Pd

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Rendere identificabili e riconoscibili gli agenti delle forze dell’ordine in divisa: è questa la proposta avanzata dal Partito Democratico. Non è la prima volta che un’idea simile viene presentata in Parlamento, tuttavia, come accaduto anche il passato, la destra fa muro e si oppone alla misura. La proposta, dal titolo “Disposizioni in materia di identificazione del personale delle Forze di Polizia in servizio di ordine pubblico e di applicazione di microtelecamere alle uniformi“, è stata firmata dalla deputata Pd Giuditta Pini ed è stata presentata lo scorso 23 gennaio. L’iter non è ancora iniziato, ma Forza Italia, Fratelli d’Itali e Lega hanno già minacciato battaglia contro qualsiasi tipo di “schedatura” delle forze dell’ordine.

Numeri identificativi per gli agenti

A difendere fortemente l’iniziativa, ci ha pensato la stessa Pini: “La proposta ha una storia che viene da lontano, i codici alfanumerici sono già usati in molti Paesi, il meccanismo che abbiamo previsto tutela l’anonimato dell’agente, che dovrà utilizzarlo solo durante manifestazioni in cui si prevede l’uniforme anti sommossa, in più abbiamo aggiunto la body cam, come richiesto spesso dai sindacati di polizia per avere anche il punto di vista dell’agente in caso di contenzioso“.

Gli scontri con la destra

Sono stupita – ha dichiarato ancora la deputata Pini -. Evidentemente non si è letto il testo della legge che vuole semplicemente avvicinare il nostro paese ad altri paesi europei. E’ una legge che in molti aspettano da molto tempo, speriamo ci sia modo di discuterne in maniera seria e non per slogan come ho visto fare. Viste le reazioni di alcuni esponenti della destra – ha poi proseguito – evidentemente la ferita del G8 2001 è ancora aperta e sanguinante. Vorrei solo che da quella terribile esperienza costruissimo una legislazione più avanzata e non facessimo, come sempre, finta che non sia mai successo niente“.