I numeri per il governo M5s-Pd forse ci sono. Ora la Lega teme il ribaltone

federica valenti
Trecentoquarantacinque deputati e 163 senatori. Sono i numeri che più circolano sui cellulari dei leghisti nell'ennesima giornata ad alto tasso di litigiosità tra alleati di governo, in vista del voto europeo del 26 maggio. La schemino che gira nel partito di via Bellerio, rappresenta la somma del numero dei parlamentari del Movimento 5 stelle, con quelli del Pd, e di Liberi e uguali (questi ultimi 14 alla Camera e 4 che siedono nel gruppo misto al Senato).I sospetti dei leghisti sono tutti puntati su eventuali 'tentazioni' degli alleati pentastellati. E i numeri stanno lì come monito e prova della possibilità di una alternativa di governo, segnale che, senza bisogno di andare al voto, nell'attuale Parlamento, ci sarebbero gli estremi per una maggioranza diversa.Ad accendere i sospetti è lo stesso Matteo Salvini in mattinata. "Io per undici mesi ho mantenuto la parola con gli italiani e i 5 stelle", premette il capo della Lega, impegnato in comizi in Veneto, "ma inizio a notare troppi accoppiamenti tra Pd e 5 stelle, troppa sintonia. Mi spieghi qualcuno se vuole andare d'accordo con il Pd o con gli italiani e la Lega rispettando il patto".In tv, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti è esplicito: "Leggo di ammiccamenti sui giornali", scandisce, avvertendo che Pd e M5s "hanno i numeri" in Parlamento, "sia alla Camera, sia al Senato". Gli interessati, per ora, neganoImmediata la smentita di Luigi Di Maio e di tutto il Pd."Ma quale sintonia? Con un partito che pensa solo di alzare lo stipendio ai parlamentari e ai vitalizi? Il Pd è un semaforo che sta fermo, non ho nessuna sintonia col Pd", nega il capo politico dei 5 stelle."Per una volta sono d'accordo con Di Maio", dice il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci. "Stia tranquillo Salvini il Pd non stringerà mai l'alleanza coi 5 stelle".In serata interviene anche il segretario dem, Nicola Zingaretti. Pd ed M5s insieme? "È un trucco: si dice che Di Maio adesso sia diventato di sinistra. Io mi permetto di dire a Di Maio: non si può affermare che è uno scandalo che Salvini si allei con i neonazisti in Europa e poi permettergli di fare il ministro degli interni perché questa è ipocrisia, è una contraddizione", afferma. "Una persona di sinistra questo non lo permetterebbe mai. Siamo da un mese in un loop di polemiche, purtroppo, fanno quasi finta di litigare e scaricano sugli italiani un prezzo insopportabile"

Trecentoquarantacinque deputati e 163 senatori. Sono i numeri che più circolano sui cellulari dei leghisti nell'ennesima giornata ad alto tasso di litigiosità tra alleati di governo, in vista del voto europeo del 26 maggio. La schemino che gira nel partito di via Bellerio, rappresenta la somma del numero dei parlamentari del Movimento 5 stelle, con quelli del Pd, e di Liberi e uguali (questi ultimi 14 alla Camera e 4 che siedono nel gruppo misto al Senato).

I sospetti dei leghisti sono tutti puntati su eventuali 'tentazioni' degli alleati pentastellati. E i numeri stanno lì come monito e prova della possibilità di una alternativa di governo, segnale che, senza bisogno di andare al voto, nell'attuale Parlamento, ci sarebbero gli estremi per una maggioranza diversa.

Ad accendere i sospetti è lo stesso Matteo Salvini in mattinata. "Io per undici mesi ho mantenuto la parola con gli italiani e i 5 stelle", premette il capo della Lega, impegnato in comizi in Veneto, "ma inizio a notare troppi accoppiamenti tra Pd e 5 stelle, troppa sintonia. Mi spieghi qualcuno se vuole andare d'accordo con il Pd o con gli italiani e la Lega rispettando il patto".

In tv, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti è esplicito: "Leggo di ammiccamenti sui giornali", scandisce, avvertendo che Pd e M5s "hanno i numeri" in Parlamento, "sia alla Camera, sia al Senato".

Gli interessati, per ora, negano

Immediata la smentita di Luigi Di Maio e di tutto il Pd."Ma quale sintonia? Con un partito che pensa solo di alzare lo stipendio ai parlamentari e ai vitalizi? Il Pd è un semaforo che sta fermo, non ho nessuna sintonia col Pd", nega il capo politico dei 5 stelle."Per una volta sono d'accordo con Di Maio", dice il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci. "Stia tranquillo Salvini il Pd non stringerà mai l'alleanza coi 5 stelle".

In serata interviene anche il segretario dem, Nicola Zingaretti. Pd ed M5s insieme? "È un trucco: si dice che Di Maio adesso sia diventato di sinistra. Io mi permetto di dire a Di Maio: non si può affermare che è uno scandalo che Salvini si allei con i neonazisti in Europa e poi permettergli di fare il ministro degli interni perché questa è ipocrisia, è una contraddizione", afferma. "Una persona di sinistra questo non lo permetterebbe mai. Siamo da un mese in un loop di polemiche, purtroppo, fanno quasi finta di litigare e scaricano sugli italiani un prezzo insopportabile"