I numeri sugli immigrati irregolari in Italia

Sonia Montrella

Nel 2017 l'Italia ospitava tra i 500 mila e i 700 mila migranti irregolari. È quanto emerge da un rapporto del think tank americano Pew research Center, secondo cui il dato è in aumento rispetto al 2014, molto probabilmente a causa del flusso continuo di richiedenti asilo in arrivo in Italia fino al 2017. A ciò si aggiungono ispezioni di frontiera più rigorose da parte dei vicini dell'Italia settentrionale e occidentale che hanno impedito ad alcuni richiedenti asilo di arrivare in altri Paesi europei. Se dal totale si escludono i richiedenti asilo in attesa di responso, l'aumento marginale del numero di immigrati non autorizzati in Italia tra il 2014 e il 2017 è marginale.

Per misurare la dimensione del fenomeno in Italia, il think tank si è basato soprattutto sui dati aggregati di Eurostat, sul progetto Clandestino, che si basa su indagini su larga scala dagli anni 2000 e infine sulle stime del Viminale che, tuttavia, si basano su registri della popolazione, che “probabilmente non includono molti immigrati non autorizzati”. Il centro spiega nel rapporto: “Complessivamente, si stima che tra 500.000 e 700.000 immigrati non autorizzati abbiano vissuto in Italia alla fine del 2017".

"Le nostre stime annuali sono leggermente superiori a quelle riportate da Gian Carlo Blangiardo nel rapporto della Fondazione ISMU sulla migrazione in Italia, nonché le stime più recenti della popolazione immigrata non autorizzata in Italia", prosegue il centro, "la principale differenza tra la nostra stima e le stime dell'ISMU sono le nascite di bambini immigrati non autorizzati aggiunti ai totali annuali. In questo rapporto, anche i bambini nati da genitori immigrati non autorizzati fanno parte della popolazione immigrata non autorizzata, anche se alcune protezioni sono concesse a bambini migranti non accompagnati”.