Numero uno Samsung si scusa dal carcere con i dipendenti del gruppo

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 26 gen. (askanews) - L'erede, e di fatto numero uno, di Samsung Lee Jae-yong ha espresso oggi dalla prigione le sue scuse ai dipendenti del gigante tecnologico sudcoreano peril danno provocato alla compagnia e ha chiesto loro di continuare a impegnarsi per l'azienda nonostante la sua assenza.

Lee è in prigione per una condanna a due anni e mezzo di carcere comminata il 18 gennaio nell'ambito dei processi che hanno coinvolto l'ex presidente sudcoreana Park Geun-hye, a sua volta in carcere, per corruzione e per aver estorto ad alcuni dei principali "chaebol" (conglomerati industriali) del paese importanti somme di denaro.

In un messaggio pubblicato nella intranet di Samsung, secondo quanto riferiscono i media sudcoreani, quello che formalmente è il vicepresidente della compagnia si è detto dispiaciuto per il danno provocato a gruppo e ai suoi lavoratori. "Mi sento profondamente spiacente per avervi dato questo grande fardello", ha scritto. "Lavorerò - ha continuato - sull'autodisciplina e sull'autoriflessione in maniera umile".

In un precedente messaggio, Lee aveva assicurato che avrebbe lavorato apertamente con il comitato etico della compagnia.

Assieme alle scuse, Lee oggi ha chiesto ai lavoratori di restare uniti e di lavorare per una "Nuova Samsung", che "vada avanti al di là della mia personale situazione" per "mantenere le promesse fatte alla nostra gente".

Salvo grazie o sconti di pena, il capo di Samsung dovrebbe uscire dal carcere a luglio 2022, vista anche la parte di pena già precedentemente scontata.