Nunzio apostolico in Iran: no all'isolamento, Onu e Ue agiscano

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Città del Vaticano, 16 gen. (askanews) - Il "vero bene" dell'Iran non può essere in nessun modo essere raggiunto "con l'isolamento o peggio con la violenza e l'umiliazione": lo afferma il nunzio apostolico a Teheran, mons. Leo Boccardi, che sottolinea come il paese viva oggi "una situazione molto difficile a livello economico e sociale a causa delle sanzioni che rendono la vita di milioni di persone davvero faticosa".

"A Teheran la tensione è palpabile. Abbiamo visto il dolore e la rabbia degli iraniani nelle grandi manifestazioni che si sono svolte nella capitale e in altre città dell'Iran per i funerali del generale Soleimani", scrive il presule su Famiglia cristiana. "Cerramente molti sono preoccupati e si chiedono: 'Siamo sull'orlo di una nuova guerra?'. Non lo so, ma una cosa è certa: ma come in questo momento il confronto Usa-Iran è giunto a livelli tali da far temere il peggio per i forti segnali che vengono lanciati da una parte e dall'altra. E' un'escalation che deve cessare e la comunità internazionale, penso all'Organizzazione delle Nazioni Unite e all'Unione europea, deve agire ora prima che sia troppo tardi, ricordando che il negoziato, la moderazione, il compromesso e il dialogo sono le uniche vie che si debbono seguire se si vuole davvero la pace nella regione mediorientale. L'Iran vive oggi una situazione molto difficile a livello economico e sociale a causa delle sanzioni che rendono la vita di milioni di persone davvero faticosa. Credo che il vero bene di questo paese non possa in nessun modo essere raggiunto con l'isolamento o peggio con la violenza e l'umiliazione. L'accordo sul nucleare aveva aperto una nuova strada, basata sulla fiducia reciproca e sul diritto. Ora tutto è diventato più difficile ed è quasi impossibile recuperare la fiducia che aveva ispirato quel lungo negoziato. Parole che minacciano vendetta devono preoccuparci. Forse ci aspettano ancora giorni difficili. La crisi in atto è l'ennesima prova che quando viene scardinato il primato della giustizia e del diritto allora riemergono i singoli interessi nazionali e non si fa ricorso agli strumenti che il diritto internazionale dispone per la soluzione dei conflitti. Dovrebbero prevalere sempre la ragione, la forza del diritto e non il diritto della forza, come amava ripetere il cardinale Jean-Louis Tauran. Le soluzioni reattive che stiamo vedendo possono avere un consenso temporaneo, ma certamente non contribuiscono alla soluzione dei problemi. Il Papa - conclude mons. Boccardi - ci insegna che la crisi del sistema multilaterale genera mancanza di fiducia e diminuisce la credibilità della politica internazionale. Le relazioni tra gli Stati non possono essere dominate dalla forza militare e dalle intimidazioni recproche, esse dovrebbero tendere invece alla pacifica convivenza tra i popoli, tra tutti i popoli".