A Nuoro 'Belle de Sardaigne', la rosa indomita come Grazia Deledda

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Irene Bosu

AGI  Una rosa rampicante dai piccoli fiori, con una colorazione che va dal bianco al rosa confetto, dall'aspetto fragile e delicato, ma in realtà dotata di una non comune resistenza alle malattie e alle intemperie: è la "Belle de Sardaigne", il fiore dal profumo discreto che, nel 1996, il pluripremiato floricoltore francese Dominique Massad ha creato e dedicato a Grazia Deledda - la scrittrice italiana premio Nobel per la letteratura nel 1926, di cui sono appena ricorsi 150 anni dalla nascita - ispirandosi alle caratteristiche più note dell'intellettuale sarda e alle sue vicende biografiche.

Da oggi chiunque passeggerà per il centro storico di Nuoro, città natale di Deledda, potrà vedere le tre piantine di 'Belle de Sardaigne', non ancora in fiore, messe a dimora di fronte alla casa natale della scrittrice, oggi museo, per volere del locale Rotary Club e con il patrocinio del Comune di Nuoro.

È stata Battistina Foddai, presidente del Rotary Club Nuoro, a imbattersi casualmente nella storia della 'Belle de Sardaigne'. "Una scoperta inattesa, fatta alcuni mesi fa nel corso delle mie ricerche su Grazia Deledda non solo come scrittrice, ma anche donna", racconta Foddai all'AGI. "Mi è parso incredibile che l'esistenza di una rosa dedicata a Grazia Deledda fosse rimasta sconosciuta ai nuoresi per oltre venticinque anni, e mi è sembrato doveroso fare di tutto perché questo fiore trovasse spazio anche a Nuoro".

"Abbiamo preso contatto con il floricoltore Massad, che ci ha fornito i recapiti per ottenere la rosa", prosegue la presidente del Rotary Club Nuoro. "L'amministrazione comunale, nel pieno dei festeggiamenti per i centocinquant'anni dalla nascita della scrittrice, ci ha supportati e così oggi mettiamo a dimora tre boccioli".

Il bouquet di Grazia

A custodire e a guarire le piantine, giunte a fine marzo dalla Francia fortemente indebolite dal viaggio, ha pensato il fiorista nuorese Giuseppe Flore, che ha anche ricreato per l'occasione il bouquet da sposa di Grazia Deledda. Un lavoro di riproduzione e di ricerca approfondito, ottenuto da Flore basandosi sull'unica fonte documentale disponibile: una foto scattata a Deledda nel giorno delle sue nozze con Palmiro Madesani, celebratesi a Nuoro nel 1900.

Una pianta forte come seppe esserlo Grazia Deledda, il cui destino sembrava marchiato a fuoco sin dalla nascita in una famiglia benestante della Nuoro della seconda metà dell'Ottocento.

Una vita da moglie e madre era tutto ciò cui le donne del suo rango erano destinate, senza concessioni allo studio o all'autodeterminazione, ancor meno alle velleità letterarie. Una prospettiva cui Deledda seppe opporsi con fermezza sin dalla giovinezza, prima studiando da autodidatta, nonostante il malcontento familiare e della sua comunità, e poi ritagliandosi uno spazio via via più' ampio nel panorama letterario e culturale italiano, all'epoca poco abituato a teste di serie donne.

L'amore-odio per Nuoro

Era un amore-odio, quello tra Deledda e la sua città natale, che portò la scrittrice ad abbandonare definitivamente Nuoro per Roma subito dopo le nozze: una decisione dolorosa, ma indispensabile per concludere il suo cammino di emancipazione e far decollare la sua carriera. Devono essere state queste caratteristiche ad aver incuriosito e ispirato Dominique Massad, floricoltore di Marsiglia discendente della storica famiglia Guillot, che ha ideato questo omaggio a Deledda all'interno di una sua collana di rose dedicate alle grandi donne.

Proprio grazie alla 'Belle de Sardaigne' Massad ha ottenuto, nel 2011, il Grand Prix de la Rose, importante riconoscimento della Sociétè Nationale d'Horticulture de France. "Era importante omaggiare Nuoro di questo fiore" conclude Battistina Foddai, "ma ancor di più che fosse Nuoro stessa a omaggiare la sua cittadina più illustre, alla quale in vita procurò tante amarezze, e con la quale si sta riconciliando solo negli ultimi anni".

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