Nuova Audi A3, 100 bottiglie riciclate per i rivestimenti interni

redazione@motor1.com (Alberto Pellegrinetti)
Interni A3

La nuova generazione della compatta tedesca punta sull'aspetto eco friendly anche per i materiali usati in abitacolo

Le bottiglie in PET sono sempre più al centro dell'attenzione da parte di settori come la moda, che impiega tale materiale per la realizzazione di gioielli, borse e vestiti. Nell'arredamento aumentano le compagnie che decidono di produrre mobili e altri oggetti partendo da bottiglie di plastica, carta e trucioli di legno. 

Un impegno, quello del reimpiego di materiali altamente inquinanti come la plastica, approdato da tempo anche nel settore auto, con Audi che ha deciso di partire proprio dalla PET per creare parte dei rivestimenti interni della nuova A3

Nel dettaglio

Per realizzare i rivestimenti dei sedili della nuova Audi A3 viene utilizzato il corrispettivo di 45 bottiglie da 1,5 litri. A queste si aggiungono ulteriori 62 bottiglie riciclate, destinate alla moquette. La sostenibilità passa anche da svariati componenti - come gli inserti insonorizzanti e di smorzamento delle vibrazioni, i tappetini e le superfici laterali del bagagliaio - prodotti utilizzando altri materiali residui. 

“La sfida è rappresentata dal tessuto inferiore, legato al materiale superiore mediante un collante. Stiamo lavorando per sostituire quest’ultimo con una soluzione in poliestere riciclabile”, afferma Ute Grönheim, responsabile per lo sviluppo dei materiali tessili di Audi. “L’orizzonte è produrre i rivestimenti con riciclati puri, destinati a un ulteriore riutilizzo così da dare vita a un circolo virtuoso. Non siamo lontani da questo obiettivo». 

Quando anche gli abitacoli dell'auto sono ecosostenibili

Il processo dall'origine

In Germania e in altri paesi europei, le bottiglie vuote vengono inserite in macchine automatiche per ricevere in cambio un incentivo che in alcuni casi arriva fino a 25 centesimi al pezzo. In seguito, le bottiglie vengono pressate e compattate al fine di limitarne l’ingombro per il trasporto e una volta giunte presso gli impianti di riciclaggio, vengono suddivise in base al colore, alle dimensioni e alla qualità di conservazione.

In seguito una specifica macina sminuzza le bottiglie fino a ottenerne “fiocchi” destinati a essere lavati, asciugati e fusi. Creata una massa uniforme, degli ugelli danno vita a filamenti senza soluzione di continuità che, dopo il raffreddamento, vengono sminuzzati. Il granulato così prodotto viene trasformato mediante estrusione in filato che, dopo essere stato avvolto su bobine, è destinato alla produzione dei tessuti.